La morte di Massimo Corsini non deve passare sotto silenzio!

Lo scorso 9 giugno, un infermiere dell’azienda ospedaliera è morto durante il turno notturno a Medicina Nucleare. Il corpo ormai senza vita di Massimo è stato trovato molte ore dopo il decesso solo al momento del cambio turno.L’autopsia ci dirà le cause del decesso di Massimo, un infermiere di 41 anni impiegato nel turno di notte in una clinica dove i pazienti hanno bisogno di particolari cure e attenzioni che un solo infermiere non può certo garantire. Noi non vogliamo parlare di fatalità perché le condizioni di lavoro all’azienda ospedaliera sono disumane. A tutti sono noti i problemi di organico e i carichi di lavoro imposti al personale ospedaliero.
Massimo avrebbe potuto essere soccorso se con lui fosse stato un collega, ma i tagli alla sanità e una organizzazione del lavoro inaccettabile lasciano in corsia un solo infermiere. La morte di Massimo avrebbe potuto creare altre vittime visto che il suo malore ha lasciato una corsia senza personale, degenti senza quel controllo dei macchinari a cui sono collegati pazienti con gravi problemi di salute. Ci rattrista non solo la morte di Massimo, ma il silenzio che l’ha accompagnata, la disattenzione del sindacato assuefatto ad una organizzazione del lavoro che si ripercuote negativamente sulla sicurezza del personale e dei cittadini degenti. Forse Massimo avrebbe potuto salvarsi se con lui ci fosse stato un collega. Il corpo di Massimo è stato trovato ore dopo la sua morte, una tragica fine sulla quale non far calare il silenzio ma aprire una inchiesta perché ogni morte sul lavoro non è attribuibile al fato e al destino.

Verità e giustizia per i morti sul lavoro!

Sportello sicurezza nei luoghi di lavoro della Confederazione Cobas

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Incidente mortale in un cantiere a Roma

ROMA -Incidente in un cantiere di via Val di Sangro in zona Prati Fiscali. Un operaio è morto, mentre due sono rimasti feritiDalle prime informazioni sembra che sia caduta una grucon un carro elevatore su un’impalcatura di uno stabile. L’incidente è avvenuto oggi, lunedì 28 Maggio, intorno alle 9.30. La vittima, un cittadino romeno di circa 50 anni, è deceduto sul colpo dopo essere stato colpito dalla gru. Un altro dipendente è stato invece soccorso dal 118. Sul posto la polizia e la polizia municipale. «Alle 9.15 abbiamo sentito un enorme frastuono – ha raccontato la proprietaria di un bar le cui vetrate sono proprio davanti al luogo dell’incidente – e poi abbiamo visto quell’uomo disteso sull’impalcatura che perdeva tanto sangue. Erano in due sulla gru, con caschi e imbracature di sicurezza ma queste non sono servite visto che hanno fatto un volo di quasi quattro piani. L’altro operaio si è salvato: era tutto bianco dalla paura e cercava, avvicinandosi al collega, di capire se fosse ancora vivo. Purtroppo era immobile, deve essere morto sul colpo».   Un uomo ha spiegato che «queste impalcature sono state montate quando c’è stata la neve a Roma , ma solo oggi ho visto per la prima volta questa gru. Deve esserci stato un mal funzionamento nei pistoni del braccio meccanico perchè la gru è venuta giù all’improvviso come se si fosse spezzata». Sul posto ci sono vigili urbani, agenti della polizia scientifica e vigili del fuoco. Il cadavere dell’operaio si trova ancora sull’impalcatura, all’altezza del balcone del primo piano, ed è stato coperto da un telo mentre il suo collega è stato trasportato in autoambulanza in ospedale ma, secondo quanto riferiscono alcuni testimoni, sembrerebbe essere uscito illeso dal volo di più di dieci metri dalla gru.

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Maggio: una repubblica fondata sulla strage

29 MAGGIO

VARESE – Un operaio di 42 anni e’ morto all’ospedale di Varese, dopo che e’ rimasto intossicato mentre stava lavorando assieme a un collega alla verniciatura di alcuni pozzetti fognari a Castiglione Olona (Varese). I due uomini nel pomeriggio hanno accusato un malore, probabilmente a causa dell’inalazione delle resine che stavano utilizzando, e sono stati ritrovati privi di sensi all’interno del tombino. Sul posto e’ intervenuto il personale del 118 e i Carabinieri, che stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente. La vittima, di origini albanesi, e’ morta verso sera, nel reparto di rianimazione dell’ospedale, a causa dell’intossicazione. Il collega, 29 anni, e’ ricoverato in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. Continue reading

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Nocchiere di 29 anni muore in servizio sulla Vespucci

ROMA – Infortunio mortale sull’Amerigo Vespucci.  Il veliero era in trasferimento dal porto della Spezia a Civitavecchia, con a bordo il solo equipaggio, senza i cadetti dell’Accademia di Livorno. La vittima è il sottocapo nocchiere di terza classe Alessandro Nasta: originario di Brindisi, aveva 29 anni e non era sposato. Il giovane era in servizio sul Vespucci dal gennaio 2011 e ricopriva l’incarico di addetto al servizio marinaresco. L’infortunio, le cui cause sono ancora da accertare, è avvenuto mentre il militare “svolgeva attività marinaresca – afferma la Marina militare – sull’alberatura di maestra della nave”. Il giovane sarebbe precipitato da uno dei pennoni. Subito soccorso è stato evacuato in elicottero, ma durante il trasferimento al policlinico Gemelli di Roma le sue condizioni si sono aggravate: il velivolo è quindi atterrato a Civitavecchia. Inutili i tentativi di salvarlo: Nasta è morto poco dopo l’arrivo in ospedale.(ANSA)

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Morire di lavoro: i numeri e le analisi di un metalmeccanico in pensione

Un’analisi di Carlo Soricelli

”Dal 1 gennaio 2008, dopo la tragedia della Thyssenkrupp di Torino in cui morirono bruciati vivi sette operai, ho dedicato buona parte del mio tempo libero all’Osservatorio Indipendente di Bologna per monitorare i morti sul lavoro in Italia. In poco tempo di raccolta dei dati delle vittime come la loro attività, età, luogo dell’evento, mi sono accorto della disinformazione e del pressapochismo con i quali vengono affrontate queste tragedie da parte di tutti gli organi competenti e dell’informazione. Sul fenomeno ci sono molti luoghi comuni e purtroppo anche tanti interessi economici. Continue reading

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Filippine: incendio magazzino, muiono 17 dipendenti

BUTUAN (FILIPPINE), 9 MAG – E’ salito a 17 vittime il bilancio dell’incendio che nella notte ha distrutto un grande magazzino di Buran, nel sud delle Filippine. Erano tutti addetti alle vendite sorpresi dalle fiamme mentre dormivano nell’edificio.
Una pratica corrente nel Paese del sud est asiatico dove un quarto della popolazione vive con un dollaro al giorno. Tre impiegati si sono salvati gettandosi da una finestra del secondo dei tre piani dello stabile, spiegano i vigili del fuoco dell’isola meridionale di Mindanao.

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1 maggio dedicato a Matteo Armellini e Francesco Pinna

Gli operai dello spettacolo oggi sono arrivati fino a sotto al palco del concertone di Piazza San Giovanni a Roma per ricordare le due morti sul lavoro che ci sono state solo negli ultimi mesi Matteo Armellini e Francesco Pinna mentre allestivano i palchi di Laura Pausini e Jovanotti. Sono stati dati dei volantini e aperti diversi strisiconi tra cui 1400 morti all’anno, una repubblica fondata sulla strage e con questi contratti nessuna sicurezza. Dal blog dedicato a Matteo vi proponiamo l’appello della madre di Matteo in occasione proprio del primo maggio.

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Aprile: anche la crisi uccide

30 APRILE

REGGIO EMILIA – Un infortunio sul lavoro è avvenuto stamani in un’azienda di Via Pitagora a Rubiera, nel comprensorio ceramico reggiano. Un elettricista, 48 anni, di San Martino in Rio, stava lavorando alla sistemazione di lampade di emergenza quando è caduto da una scala da un’altezza di sei metri riportando gravi traumi alla testa. L’uomo è stato portato dal 118 all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. L’episodio è al vaglio della Medicina del Lavoro dei Carabinieri di Rubiera e dell’Ausl di Scandiano. Continue reading

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E dopo 2012

Bari, 20 apr. (Adnkronos) – La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bari per l’ex dirigente della fabbrica Fibronit del capoluogo pugliese, l’87enne Dino Stringa di Ozzano Monferrato (in provincia di Alessandria). L’uomo e’ stato condannato a 5 mesi e 15 giorni di reclusione per l’omicidio colposo di un ex operaio morto nel febbraio del 2006, Francesco Maggio. In precedenza la Suprema Corte aveva annullato piu’ volte con rinvio la sentenza perche’ non si era dimostrata la responsabilita’ personale. Questa volta l’ha confermata rigettando il ricorso dell’unico imputato. Sono state le fibre di amianto rilasciate nell’aria per decenni dalla Fibronit a provocare i tumori (mesotelioma pleurico) che hanno portato al decesso di almeno 13 operai e anche di alcuni residenti del rione Japigia. Continue reading

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21 aprile per parlare di morti per il lavoro

Il 21 Aprile si tornerò a parlare di lavoro e di morti per il lavoro. Un dibattito dalle 19 alla Città dell’Altra Economia dove interverranno gli operai dello spettacolo per parlare delle condizioni in cui sono costretti a lavorare anche dopo le tragiche morti di Francesco Pinna a Trieste in occasione del concerto di Jovanotti  e di Matteo Armellini a Reggio Calabria mentre montava il palco per la Pausini per un cedimento strutturale del palazzetto dello sport. Partecipate.
Il dibattito sarà preceduto dal corto di Valerio Mastandrea ambientato in un cantiere edile.

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