Giornata nazionale contro il carbone, Civitavecchia presente

no al carboneSabato 29 in vari territori ci sarà la giornata nazionale di protesta contro le centrali a carbone, che Enel e altri gestori intendono realizzare a tutti i costi, contribuendo così a devastare ulerioriormente la salute delle popolazioni  e l’ambiente circostante.
Iniziative sono state convocate a : Adria/ centrale a carbone Porto Tolle; Saline Joniche(RC); Brindisi e Civitavecchia.
A Civitavecchia, l’appuntamento è alle ore 16 nella 1° piazza/ingresso Civitavecchia che si incontra venendo da Roma sull’Aurelia.

Anche Civitavecchia alzerà la sua voce in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone indetta per sabato 29 ottobre. Nell’occasione, infatti, si terranno dei presidi di solidarietà e denuncia nelle varie città sedi delle centrali elettriche a carbone: Brindisi, Vado Ligure, Gualdo Cattaneo, Saline Ioniche e, per l’appunto, Civitavecchia In ogni città i comitati denunceranno, anche realizzando dei collegamenti con la manifestazione nazionale, i vari aspetti derivanti dall’avere sul proprio territorio le servitù di centrali a carbone.

A Civitavecchia, la mobilitazione si terrà dalle 16,30 in poi, a largo Marco Galli, su iniziativa dei vari comitati no coke. “Ad oggi la qualità dell’aria nel nostro territorio è misurato da una sola centralina ufficiale posta al parco della Resistenza – affermano gli organizzatori – le altre centraline non hanno alcuna ufficialità così come i dati divulgati tramite display su tutto il territorio. Proprio su tali basi la Procura della Repubblica ha aperto alcuni mesi fa un’inchiesta che ha condotto al risultato di far acquisire all’Arpa Lazio ulteriori tre centraline di monitoraggio: centraline che, però, attualmente non riescono a partire per intoppi burocratici che il Comune di Civitavecchia sta frapponendo.”
Lo stesso Comune di Civitavecchia, denunciano, non ha designato alcun rappresentante presso l’Osservatorio Ambientale su Tvn appositamente istituito presso la Regione Lazio, “rinunciando, di fatto, a rappresentare in tale sede il popolo inquinato. Civitavecchia e il suo comprensorio, dopo aver subito una riconversione a carbone, oggi è costretta a vedere svenduta per i pochi spiccioli delle compensazioni economiche, la propria salute”.
E alla manifestazione di domani sarà presente anche la sezione di Civitavecchia dell’Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione Italia Nostra. Nel merito la Presidente Roberta Galletta ricorda le “6 bugie sul carbone” che circolano da anni. Quella secondo cui le nuove centrali sono necessarie all’energia del paese: “Falso – commenta – In Italia la potenza elettrica installata (centrali attive e collegate alla rete) è di 106 GWp. Il consumo massimo di picco del paese (che si registra in luglio) è di 56 GWh. Abbiamo quindi quasi il doppio della potenza che ci serve.” Quella secondo cui Il carbone oggi è un combustibile pulito: “Falso. Le emissioni di PM10 di una centrale a carbone sono enormemente superiori a quelle di una centrale a turbo-gas e le polveri emesse in atmosfera che viaggiano anche per 50 km contengono Zolfo, Nichel, Cadmio, Piombo, Mercurio, Cromo, Arsenico, Uranio.” Quella che il carbone costi meno: “Falso. Negli ultimi anni i forti costi estrattivi dovuti alla necessità di scendere sempre più in profondità per l’estrazione del minerale (fino a 1500m) e la domanda crescente da parte di Cina ed India hanno fatto crescere di molto il suo costo”. Quella che il carbone diminuirà la nostra dipendenza energetica: “Falso. In Italia utilizziamo già una piccola quota di carbone (14%) della quale solo l’1% proviene dal nostro paese: il carbone delle centrali nuove o in corso di ristrutturazione deriverà interamente da approvvigionamenti esteri, andando a pesare integralmente sulla bilancia dei pagamenti.” Falsa anche quella secondo cui tutti i paesi investono nel carbone, visto che le nazioni europee sviluppate stanno ormai cercando soluzioni alternative, e falsa anche l’idea, secondo la Galletta, che il carbone non è pericoloso come il nucleare: “ Anche volendo tralasciare i molti e pesanti impatti locali sulla salute umana e sull’ambiente delle centrali a carbone – conclude – bastino alcuni numeri a riassumere le morti correlate con questo combustibile: la vita media dei minatori di carbone in Cina è di 49 anni. Ogni anno, nelle sole miniere cinesi, muoiono 5000 minatori per incidenti e malattie professionali”.

 

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