I morti sul lavoro aumentano e non calano

Da La voce

I dati resi pubblici dall’Inail ancora qualche giorno fa sembrano registrare una storica inversione di tendenza sulla tragica questione delle morti bianche in Italia, tanto che nel 2010 ci sarebbero stati meno di un migliaio di decessi per infortuni sul lavoro o in itinere. Niente di più sbagliato, ci ricorda l’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle Morti per Infortuni sul Lavoro che da anni continua il suo costante monitoraggio sulla critica situazione italiana: il dato del 2010 non solo ha superato del 7% il relativo dato riferito al 2009, ma ha superato anche i mille decessi complessivi. “L’Inail è un grande istituto dello Stato e certo non occulta o stravolge la raccolta dati – commenta Carlo Soricelli dell’Osservatorio, curatore del blog cadutisullavoro.blogspot.com – L’Inail segnala solo le vittime che assicura. Non ci risulta che segnali per esempio i militari morti in Afghanistan o le decine di pensionati vittime del ‘trattore killer’, già 54 dall’inizio dell’anno. Questi lavoratori per l’opinione pubblica non sono morti sul lavoro? E i contenziosi in itinere sono segnalati? In realtà i morti sul lavoro aumentano e non calano”. La recessione economica ha avuto effetti negativi: “Nei cantieri, nelle fabbriche e in agricoltura non c’è stato nessun miglioramento sulla sicurezza, anzi la crisi l’ha ridotta. Solo le grandi fabbriche sindacalizzate riescono a ridurre in modo significativo le morti sui luoghi di lavoro”. I dati aggiornati ad oggi, luglio 2011, contano già 328 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, oltre 600 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade e in itinere. Rispetto al luglio del 2010 l’aumento registrato è del 17,5%.

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