Truck Center

TRANI, 22 LUG – Il gup del Tribunale di Trani Margherita Grippo ha ammesso il rito abbreviato per l’Eni, sia come persona giuridica sia come persone fisiche, nell’udienza preliminare nell’ambito del procedimento bis per la tragedia della Truck Center di Molfetta, l’azienda nella quale il 3 marzo 2008 morirono quattro operai e il titolare, asfissiati a causa delle esalazioni provenienti da una cisterna che due di loro stavano lavando. L’udienza per questi imputati è fissata al 2 novembre prossimo. È stata invece stralciata la posizione delle altre persone fisiche e per le società Nuova Solmine di Grosseto e Meleam Puglia, per le quali l’udienza è aggiornata al 13 gennaio 2012. Sono in tutto 20 gli imputati: le tre società e 17 persone. Degli imputati, 15 sono accusati di omicidio colposo aggravato plurimo e lesioni colpose: sono gli amministratori e dirigenti delle tre società coinvolte nell’inchiesta. Le società, invece, sono accusate di illecito amministrativo; un imputato di sola falsa testimonianza. Il primo processo per il grave incidente si concluse il 26 ottobre 2009 con la condanna a quattro anni di reclusione dei dirigenti della Fs Logistica Alessandro Buonopane e Mario Castaldo e di Pasquale Campanile, dirigente della società ‘La 5 Biotrans’, incaricata del trasporto della cisterna. I tre sono imputati anche nel procedimento-bis. Vennero condannate anche le società mentre fu assolto l’autista della cisterna.

TRUCK CENTER; TRE CONDANNE A 4 ANNI / ANSA –  26 OTT – Il 3 marzo 2008 il titolare della Truck Center di Molfetta (Bari), Vincenzo Altomare, di 64 anni, e quattro operai – Luigi Farinola, di 37 anni, Biagio Sciancalepore, di 24, Guglielmo Mangano, di 44, e Michele Tasca, di 19 – morirono come topi in gabbia nel tentativo reciproco di salvarsi, uccisi dalle esalazioni di acido solfidrico provenienti dalla cisterna che avrebbero dovuto bonificare. Oggi il giudice monocratico del tribunale di Trani Lorenzo Gadaleta ha condannato tre dei quattro imputati e le società coinvolte nella tragedia. Quattro anni di reclusione sono stati inflitti ai dirigenti della Fs Logistica Alessandro Buonopane e Mario Castaldo (interdetti per cinque anni dai pubblici uffici); stessa pena per Pasquale Campanile, dirigente della società ‘La 5 Biotrans‘, incaricata del trasporto della cisterna. I tre imputati rispondevano, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Assolto un autista della ‘5 Biotrans’,
Filippo Abbinante, che trasportò la cisterna alla Truck Center. Condannate per illecito amministrativo anche le persone giuridiche coinvolte nel processo: Fs Logistica dovrà pagare un milione e 400.000 euro, La Cinque Biotrans 400.000 euro, così
come la Truck Center. Il giudice ha accolto sostanzialmente le richieste del pm
Giuseppe Maralfa, che aveva chiesto la condanna a cinque anni per Buonopane, Castaldo e Campanile e l’assoluzione per Abbinante. Nel processo si erano costituiti parte civile i
famigliari delle vittime e l’Inail. Il giudice ha anche disposto, come richiesto dal pm, il trasferimento degli atti alle procure di Taranto, per l’Eni, e di Grosseto, per la Nuova
Solmine, per le ipotesi di reato di trasporto di merci pericolose, smaltimento e immissioni di rifiuti pericolosi e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Stessa decisione è stata presa per Meleam Puglia, che offre un servizio globale alle imprese nel campo della sicurezza nei luoghi di lavoro e della gestione e certificazione aziendale.
Le procure dovranno valutare inoltre la posizione di alcuni testimoni delle stesse società che, sentiti in dibattimento, avrebbero reso falsa testimonianza. Il giudice ha inoltre
disposto il dissequestro dei documenti fatti sequestrare dalla Procura nel giugno scorso in vari stabilimenti Eni in Italia e il pagamento di provvisionali, da 150.000 a 300.000 euro, in favore di genitori, mogli e fratelli delle vittime. I tre imputati condannati, inoltre, dovranno liquidare 50.000 euro ciascuno ai figli di Vincenzo Altomare. «L’impianto accusatorio ha retto» ha commentato il pm Maralfa dopo la lettura della sentenza (motivazioni entro 90 giorni). «Era una sentenza prevedibile ma questo non vuol dire
che ci piaccia» ha dichiarato il legale della Truck Center, Maurizio Altomare. Delusi i famigliari delle vittime.«È poco quello che abbiamo ottenuto» sono state le prime parole della vedova di Luigi Farinola. Per il papà di Sciancalepore «ci sono altre persone che devono ancora pagare», mentre la madre di Tasca, la vittima più giovane, ha commentato con le lacrime agli occhi: «Sono delusa, mi aspettavo di meglio da questa
sentenza».

TRANI, 29 GIU – «Manca il parametro dell’acido
solfidrico nella ‘specifica contrattuale’ tra Nuova Solmine ed
Eni di Taranto
». Lo ha detto nell’udienza di oggi nel processo
ai quattro presunti responsabili della morte dei cinque
lavoratori della Truck Center di Molfetta, avvenuta il 3 marzo
2008, il consulente chimico dell’accusa, Gagliano Candela. Gli
imputati sono accusati, a vario titolo, di omicidio colposo
plurimo, lesioni colpose e violazione delle normative sulla
sicurezza sul lavoro.
La dichiarazione si riferisce al contenzioso tra Eni e Nuova
Solmine, azienda alla quale la raffineria tarantina fornisce
zolfo fuso su forniture di quella sostanza che, secondo Nuova
Solmine, conterrebbe acido solfidrico in eccesso. Proprio
l’acido solfidrico uccise il titolare e quattro operai della
Truck Center, autorimessa che si occupò della bonifica delle
cisterne che trasportavano zolfo fuso, scaricato alla Nuova
Solmine.
Il consulente, esaminata la specifica, ossia il riferimento
della quantità di acidi che quel carico poteva contenere da
contratto, è giunto alla conclusione che il dato sull’acido
solfidrico da quel documento non è rinvenibile in quanto la
concentrazione di acido è stabilità sullo zolfo allo stato
solido polverizzato e non liquido.

TRANI, 20 GIU – Nuovi sequestri sono stati disposti
dal pm della procura di Trani, Giuseppe Maralfa, nell’ambito del
processo per la morte di quattro operai e del titolare
dell’autolavaggio Truck Center di Molfetta (Bari) avvenuta il 3
marzo 2008 all’interno di una cisterna per intossicazione acuta
da acido solfidrico.
I nuovi sequestri, per lo più documentali, sono volti a
compiere ulteriori approfondimenti sul carico di zolfo fuso che
quella cisterna aveva trasportato prima di arrivare a Molfetta
per la bonifica e sulla concentrazione di acido solfidrico. Su
questo si era basato l’esame, nelle udienze del 12 e del 15
giugno scorsi, del responsabile dell’ufficio produttivo dell’Eni
di Taranto, nonchè vicedirettore di quella raffineria, Fabio
Cincotti. All’esame del pm vi sono documenti e carte che fanno
riferimento al periodo compreso tra la fine del 2007 e l’inizio
del 2008, sequestrati sia presso l’Eni che presso la Nuova
Solmine di Scarlino, vicino Grosseto.

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