Pasqua con chi vuoi, pasquetta al lavoro

Ecco le conseguenze degli accorsi siglati dalla stessa Cgil. Da una inchiesta recente operata nel commercio, si evince che le aperture nei giorni festivi non sono sufficienti a recuperare clienti e guadagni. Anzi, a guardare bene i dati,le associazioni padronali sopravvalutano i benefici delle domeniche lavorative dimenticando che (vedi supermercati) la crescita degli affari domenicali contrasta con minori incassi nei feriali. Ma la logica del lavoro nei giorni festivi non si limita solo alle domeniche, ecco cosi’ arrivare ordini di servizio che impongono il lavoro perfino nei giorni di pasquetta.
A scanso di equivoci, è giusta la protesta contro le domeniche lavorative, ma se la protesta arriva dalle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto accordi sul lavoro domenicale, questa protesta diventa solo velleitaria perchè non esiste coerenza alcuna tra i principi e le pratiche seguite.
Il 23 Giugno 2009, anche la  Filcams Cgil ha sottoscritto un accordo  (Patto per il lavoro nel terziario, distribuzione e servizi) che  riprende e sviluppa  i contenuti di quel contratto nazionale che proprio la Cgil, e a ragione, non volle sottoscrivere nel 2008. Quel contratto (siglato il 18 luglio 2008) ha permesso ai padroni di obbligarci al lavoro domenicale, a lavorare 13 ore consecutive senza riposo settimanale e agli apprendisti neo assunti è toccato il prolungamento dell’orario settimanale (per non assumere …), per non parlare poi della deregolamentazione dell’orario di lavoro calcolato su più periodi, dello straordinario  che passa da 200 a 250 ore senza alcun vincolo (e meno male che non hanno bisogno di manodopera…).  Contro queste norme tantissimi lavoratori hanno scioperato, ma, nell’arco di pochi mesi, la Filcams si è rimangiata tutto sottoscrivendo un accordo che prevede per appunto le domeniche lavorative. Nell’estate scorsa, i Cobas scrivevano che "Il patto per il commercio serviva solo a sostenere norme che annullano i diritti individuali e collettivi facendoci lavorare di più e in condizioni peggiori".
Puntualmente oggi si costringono i lavoratori e le lavoratrici a lavorare anche a Pasqua. I padroni sono coerenti, non lo sono i sindacati, per questo i Cobas si battono contro gli accordi a perdere e intese contrattuali che indeboliscono il nostro potere di acquisto e di contrattazione.

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