L’attacco al diritto di sciopero è un attacco alla democrazia

Cub – Confederazione Cobas – SdL intercategoriale – Comunicato stampa

Il sindacalismo di base ha indetto una manifestazione nazionale a Roma
il 28 marzo e uno sciopero generale per il 23 aprile
anche per
difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale

Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società.
Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un
intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la
legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave  crisi
economica e le conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di
farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo
ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade,
aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori
in casi particolarmente drammatici.
L’attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono
introdurre sulla rappresentatività sindacale, la nuova concertazione
tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata
in una vera e propria alleanza neocorporativa, sono elementi
finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa dei diritti dei
lavoratori. Ciò avviene proprio quando più grave è la crisi economica,
più pesanti le conseguenze per i lavoratori e maggiore la necessità di
risposte determinate.

Lo scopo del governo è quello di imporre per legge la pace sociale,
vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al
silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei
trasporti – Fs , Tirrenia, Alitalia – con migliaia di esuberi, di messa
in mobilità, di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualità  del
servizio e dei costi
UN COLPO DI MANO CHE VA SVENTATO SUL NASCERE , INSIEME A TUTTI I
TENTATIVI PROTESI A METTERE AL BANDO LA COSTITUZIONE E I DIRITTI
FONDAMENTALI.

Illegittima e autoritaria l’ipotesi di consegnare lo sciopero, che è un
diritto individuale sancito dalla Costituzione, alla disponibilità
gestionale di sindacati che rappresentino il 50% dei lavoratori;
assurdo perché in molte aziende la sindacalizzazione non arriva neanche
al 50%. Nonché il referendum preventivo che tende a dilazionare e
snaturare l’azione di sciopero, già  oggi estremamente contrastata
dalle limitazioni della Commissione di Garanzia e dai ripetuti divieti
del governo. Altrettanto improponibile è l’adesione preventiva allo
sciopero, un non senso giuridico che prevederebbe l’impossibilità del
singolo di poter mutare il proprio atteggiamento rispetto ad un’azione
sindacale indetta. Inaccettabile infine la forma di lotta virtuale che
di fatto elimina il diritto di sciopero ed assegna alle parti la
capacità/volontà di individuare la “penale” per l’azienda in caso di
“sciopero lavorato”, mentre ai lavoratori si ritira l’intera giornata
di lavoro: quindi la perdita secca della giornata per il lavoratore ed
una impercettibile riduzione dei profitti per l’azienda.

Contro questo ennesimo tentativo di eliminare il diritto di sciopero
rispondiamo con la mobilitazione immediata contro governo e padroni,
cisl, uil e ugl e finalizzando a questo obbiettivo gli scioperi già
programmati a partire da quello per il trasporto aereo del 4 marzo.

Cub – Confederazione Cobas – SdL intercategoriale

26 febbraio 2009

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