Ancora un morto a Civitavecchia

Michele Cozzolino è l’ultimo caduto nella lunga strage di “morti del  lavoro” che insanguina l’Italia alla media di 4 decessi al giorno!
Michele Cozzolino aveva 32 anni, moglie e 2 figli, lavorava alla Ceit , una delle tante ditte di appalto nella riconversione a carbone della centrale Torvaldaliga Nord di Civitavecchia.
La Regione Lazio è al 3° posto di questa criminale graduatoria .
Qualche giorno fa è stato seppellito l’operaio morto nell’esplosione della fabbrica d’armi Rimmel di Colleferro, ora piangiamo Michele ucciso nel cantiere Enel di Civitavecchia !!
Quante altre vittime sacrificali bisogna ancora immolare sull’altare del profitto prima che la Regione Lazio, la Provincia di Roma, i vari Comuni decidano di intervenire drasticamente ?

Ascolta la corrispondenza di Radiondarossa con un  lavoratore dell'Enel. Continua a leggere

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Civitavecchia: l’Enel che uccide

E' il quarto morto sul lavoro in otto giorni nel Lazio.
Michele Cozzolino di 32 anni ha perso
la vita  mentre lavorava alla costruzione della contestatissima
Centrale a carbone di  Torre Valdaliga Nord.
Un intervento a Radiondarossa di una no-coke.

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Si suicida in fabbrica, non riusciva a pagare il mutuo di casa

La legge 30, oppure legge Biagi, o come la vogliono chiamare lor signori, e il pacchetto Treu sono leggi che rendono precario il lavoro, la vita ed eliminano diritti e tutele.
Queste leggi in mano ai nostri amati imprenditori, dediti solo al profitto e allo sfruttamento del lavoro, diventano vere e proprie armi di distruzione di massa.
Tale è diventato il numero d’infortuni che si registra in questo paese, cifre che sono paragonabili ai bollettini di guerra, con morti e feriti senza prigionieri o convenzioni di Ginevra.
L’ultima vittima di questa carneficina, un operaio di 43 anni, che si è suicidato questa mattina nella fabbrica dove lavorava, la "Meloni" di Tolentino, in provincia di Macerata, impiccandosi con una corda al collo.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, residente a Pollenza era in condizioni di depressione perché non riusciva più a pagare con il suo solo salario il mutuo della casa, dopo che la moglie era stata licenziata nei mesi scorsi dal suo impiego precario. Mentre in precedenza, con due stipendi, le rate venivano pagate dalla coppia senza particolari difficoltà, dopo il taglio di uno dei due redditi familiari, la situazione si è fatta sempre più difficile da affrontare, con le preoccupazioni che aumentavano di giorno in giorno. Fino al tragico epilogo di oggi, con l'operaio che si è impiccato nell'azienda dove lavorava, quasi in un tragico ma simbolico gesto di denuncia, oltre che di disperazione.
L’uomo lascia la moglie e una figlia di sei anni.
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Protocollo d’intesa per l’edilizia

Protocollo d'intesa sul lavoro a Roma per l'edilizia pubblica e privata.

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Amagest: la lotta dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro

I lavoratori della Amagest, fabrica di Malagrotta che smaltisce i rifiuti
tossici-ospedalieri sono in agitazione per riportare l'attenzione dell'azienda
sulle poche misure in tema di sicurezza del lavoro adottate.
In particolare si fa riferimento alla struttura fatiscente che genera perdite nelle macchine e che causa problemi di salute ai lavoratori stessi e perdite di fumi che causano danni ambientali e di salute alla popolazione circostante. L'azienda creata nel 2000 è a compartecipazione Ama.

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Collefferro: incidente mortale nella fabbrica che uccide


Un'esplosione si è verificata all'interno della fabbrica inglese di
armamenti leggeri, Simmel Difesa, di Colleferro, vicino a Roma.
Quattordici persone sono rimaste ferite e un operaio di 35 anni ha
perso la vita. Una corrispondenza da Colleferro realizzata da radiondarossa ci fa un quadro dell'accaduto e
sulla Simmel Difesa.

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Leggi che uccidono

La legge 30, oppure legge Biagi, o come la vogliono chiamare lor signori, e il pacchetto Treu sono leggi che rendono precario il lavoro, la vita ed eliminano diritti e tutele.

Queste leggi in mano ai nostri amati imprenditori, dediti solo al profitto e allo sfruttamento del lavoro, diventano vere e proprie armi di distruzione di massa.
Tale è diventato il numero d’infortuni che si registra in questo paese, cifre che sono paragonabili ai bollettini di guerra, con morti e feriti senza prigionieri o convenzioni di Ginevra.

L’ultima vittima di questa carneficina era diplomata in lingue, aveva solo 21 anni e viveva a Eraclea (Venezia). E’ rimasta uccisa la notte tra lunedì e martedì in un incidente all'interno dell'azienda "3B spa" di Salgareda (Treviso), dove da qualche tempo lavorava con contratto a termine.

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Perchè questo blog

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Ascolta la canzone dei Rancore, Le radici e le ali dedicata ad Antonio.

Le chiamano "Morti Bianche" come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna.
Le chiamano morti bianche quasi non ci fossero dei responsabili dietro gli omicidi che si compiono ogni giorno sui posti di lavoro e negli incidenti stradali mentre ci rechiamo al lavoro
Bianche come qualcosa di neutro, chiaro, puro.
Bianche come il ridicolo vitalizio che un figlio, una madre, una moglie, un marito ricevono dall’Inail come rimborso spese della violenza del lavoro.
Bianche, fredde ed inutili come le parole e le dichiarazioni d’intenti che si ripetono con costanza e ripetitività per celebrare i caduti sul lavoro, i martiri li chiamano.
Di una guerra si tratta…..con i suoi feriti, mutilati, reduci, ma senza prigionieri.
Il giorno in cui è morto quel 17 Gennaio del 2006, Antonio Salerno Piccinino stava lavorando e faceva una consegna straordinaria, un favore personale ad uno dei suoi dirigenti, un viaggio fino ad Ostia improvvisato probabilmente per la voglia di dimostrare affidabilità.
Antonio è morto perchè andava troppo veloce a causa dei ritmi inarrestabili e delle  pressioni emotive costanti che ci vogliono disponibili, sorridenti e veloci, sempre.
Antonio era un pony exspress, il contratto di lavoro era scaduto a fine dicembre e formalmente, quando è morto sulla Cristoforo Colombo non gli era ancora stato rinnovato.
Antonio era in nero. Il suo lavoro di merda era quello di  corriere addetto ai ritiri presso gli ambulatori veterinari, percorreva sulle strade di Roma 130Km al giorno. 14 ritiri al giorno, 3 euro per ogni ritiro in città, 5 euro per ogni ritiro oltre il Grande Raccordo Anulare e 6 euro per ogni ritiro nella zona mare comprendente Ostia, Torvajanica e Fiumicino.
E’ Indispensabile andare veloce perché l’equazione è semplice: aumentare il numero di ritiri per aumentare la propria busta paga.   

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Notte bianca: un universo nero di precari tutto in una notte

Campidoglio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Aspettando la
notte
bianca del lavoro nero
" è questo il nome dell'iniziativa dal valore
simbolico che nel primo pomeriggio di oggi abbiamo realizzato sotto la scalinata del Campidoglio.

Proprio sotto la sede del Comune sono
state
disegnate delle sagome bianche
, senza nome, a rappresentare le
centinaia di
morti sul lavoro che ci sono ogni anno in questa metropoli. Proprio il
giorno
prima di un meta-evento come la quinta edizione della notte bianca, il
comitato
"stop morti sul lavoro" vuole portare all'attenzione pubblica la
gravissima condizione di insicurezza sul lavoro e di lavoro nero
durante queste
enormi manifestazioni che coinvolgono nell'organizzazione e nella
realizzazione
migliaia di lavoratori precari.

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Legge delega sulla sicurezza del lavoro

Legge Delega "sulla sicurezza del Lavoro" approvata con voto di fiducia alla Camera (stesso testo Senato).
Si'
definitivo dell'Aula della Camera al disegno di legge di delega al
governo per un testo unico per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il
provvedimento e' stato licenziato dall'Assemblea di Montecitorio con
284 si', un no e 210 astenuti. Ha votato a favore la maggioranza. Il
centrodestra si e' astenuto.

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