Si suicida in fabbrica, non riusciva a pagare il mutuo di casa

La legge 30, oppure legge Biagi, o come la vogliono chiamare lor signori, e il pacchetto Treu sono leggi che rendono precario il lavoro, la vita ed eliminano diritti e tutele.
Queste leggi in mano ai nostri amati imprenditori, dediti solo al profitto e allo sfruttamento del lavoro, diventano vere e proprie armi di distruzione di massa.
Tale è diventato il numero d’infortuni che si registra in questo paese, cifre che sono paragonabili ai bollettini di guerra, con morti e feriti senza prigionieri o convenzioni di Ginevra.
L’ultima vittima di questa carneficina, un operaio di 43 anni, che si è suicidato questa mattina nella fabbrica dove lavorava, la "Meloni" di Tolentino, in provincia di Macerata, impiccandosi con una corda al collo.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, residente a Pollenza era in condizioni di depressione perché non riusciva più a pagare con il suo solo salario il mutuo della casa, dopo che la moglie era stata licenziata nei mesi scorsi dal suo impiego precario. Mentre in precedenza, con due stipendi, le rate venivano pagate dalla coppia senza particolari difficoltà, dopo il taglio di uno dei due redditi familiari, la situazione si è fatta sempre più difficile da affrontare, con le preoccupazioni che aumentavano di giorno in giorno. Fino al tragico epilogo di oggi, con l'operaio che si è impiccato nell'azienda dove lavorava, quasi in un tragico ma simbolico gesto di denuncia, oltre che di disperazione.
L’uomo lascia la moglie e una figlia di sei anni.

Questo genocidio è stato consentito dal silenzio della stampa e della televisione, in complicità con le forze politiche e dalla totale deregolamentazione dei rapporti di lavoro che hanno eliminato ogni diritto conquistato con le lotte e ridimensionato la rappresentanza sindacale delegata solo al sindacato istituzionale.
E’ ora di indignarsi e di urlare la nostra rabbia. E’ ora di autorganizzarci per smascherare questa ipocrisia istituzionale che accende e spegne i riflettori a secondo della convenienza politica del momento. E’ ora di lottare per mantenere la memoria e chiedere il risarcimento per le vittime, la protezione dei lavoratori che denunciano le irregolarità nei luoghi di lavoro e l’abolizione del precariato come causa principale degli infortuni e d’ostacolo per la rivendicazione dei propri diritti.

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