Aprile: il cantiere della morte

30 APRILE

BERGAMOA Grassobbio, alla ditta Tgl, un operaio di
56anni è caduto da un trabattello sul quale si trovava per pulire i
vetri della ditta stessa. L’uomo, per cause in via di accertamento, ha
perso l’equilibrio ed è precipitato da un’altezza di tre metri. Nella
caduta il 56enne ha riportato delle fratture: soccorso dai colleghi,
l’uomo è stato trasportato in ambulanza all’opedale Bolognini di Seriate
dove è stato ricoverato. Nel pomeriggio in una ditta di Mozzanica, in via
Mattei, un operaio è rimasto gravemente infortunato. L’uomo, per cause
in accertamento da parte dei carabinieri e dai tecnici dell’Asl, è
rimasato schiacciato da una sbarra di ferro che lo ha colpito
all’altezza dell’addome. Nell’urto, oltre a un trauma da schiacciamento
l’operaio ha riportato fratture multiple alle costole e alle gambe.
Ricoverato a Treviglio, il ferito è stato sottoposto a intervento per
ridurre le fratture: la prognosi è di una quarantina di giorni.

FABRICA DI ROMA (VITERBO) – Un operaio
romeno di 50 anni è caduto da una impalcatura alta circa cinque
metri mentre stava lavorando in un cantiere edile a Fabrica di
Roma, in provincia di Viterbo. È rimasto gravemente ferito ed
è stato trasportato in eliambulanza al policlinico Gemelli di
Roma, dove è stato ricoverato in prognosi riservata.
Secondo quanto si è appreso, l’uomo avrebbe riportato un
violento trauma cranico e alcune fratture.
Sulle cause dell’incidente sono in corso accertamenti da
parte dei carabinieri di Civita Castellana e del servizio
prevenzione infortuni della Asl di Viterbo.

BARI – Il responsabile del servizio
prevenzione e protezione del Policlinico di Bari, Michele
Camporeale, di 51 anni, è morto in un incidente sul lavoro
mentre stava ispezionando a Bitonto (Bari) il tetto di un
capannone in disuso dove si sospettava ci fosse amianto.
L’uomo, nonostante avesse un’imbracatura, è precipitato dal
tetto del capannone dopo il distacco di una parte della
copertura della struttura: ha quindi fatto un volo di una decina
di metri sotto gli occhi di alcuni suoi collaboratori che si
trovavano a terra. A quanto si è saputo, il sopralluogo era
stato chiesto da un’impresa del complesso ‘Città mercato’ che
intendeva verificare, così come prevede la legge, se sul tetto
del capannone di proprietà ci fosse amianto.
Sul posto sono al lavoro carabinieri, soccorritori del 118 e
funzionari dello Spesal. 

29 APRILE

PALERMO – I carabinieri della compagnia di
Piazza Verdi indagano sulla morte di un operaio di 24 anni,
Roberto Noto, deceduto, probabilmente a causa di un incidente
sul lavoro, avvenuto in un cantiere a Misilmeri (Palermo).
Il giovane è stato portato all’ospedale Buccheri La Ferla
dal fratello. I medici non hanno potuto che constatarne il
decesso. Noto aveva l’osso del collo spezzato.

MILANOIncidente mortale sul lavoro in
via Aristotele a Brugherio, in provincia di Monza, poco dopo
mezzogiorno. Un operaio è rimasto schiacciato sotto una pressa.
Inutile l’intervento degli uomini del 118: l’uomo è morto sul colpo.
A renderlo noto è l’Areu, l’azienda regionale emergenza urgenza.

28 APRILE

CERIGNOLA (FOGGIA) – È caduto in un silo
pieno di grano ed è morto, probabilmente soffocato: è accaduto
oggi a Cerignola dove ha perso la vita un operaio, Nicola
Gadaleta, di 50 anni, intento a compiere lavori di manutenzione
insieme con alcuni colleghi, in un sementificio, in via Candela.
E, proprio nella giornata per la sicurezza sul lavoro, mentre
ovunque erano in corso incontri per promuovere strategie dirette
a combattere il drammatico fenomeno, nell’ospedale di Bergamo
dove era ricoverato da due giorni, è morto un operaio moldavo Maxim Brajin.
Era precipitato lunedì da una scala in un cantiere nella Bassa
Bergamasca e le sue condizioni erano apparse subito disperate. I
familiari hanno acconsentito all’espianto degli organi come il
giovane aveva lasciato detto.
A Cerignola, invece, Nicola Gadaleta stava pulendo le pareti
interne del silo in acciaio (ha una circonferenza di circa otto
metri ed è alto 12 metri) e si trovava in superficie quando,
sembra, si sarebbe sporto, forse dalla ‘bocchetta di ispezione’,
da un’altezza di circa due metri, ed è caduto, finendo nella
parte terminale della struttura, costituita da un grosso imbuto,
dove viene conservato il grano. Invano altri due operai hanno
tentato di soccorrerlo: hanno cercato di calarsi all’interno ma
anche loro hanno rischiato di cadere e di morire, tanto che
entrambi sono stati colti da malore. Sono stati soccorsi da
altri operai e condotti in ospedale per accertamenti.

26 APRILE

CORTINA (BE) – È precipitato dal
campanile della chiesa di Cortina, dove stava effettuando dei lavori
con i colleghi, e ha perso la vita per i traumi riportati: si tratta
di Marco Da Pozzo, 43 anni, del luogo.
L’operaio era impegnato nella sistemazione della struttura
quando, nonostante fosse dotato dei dispositivi di sicurezza, è
scivolato ed è andato a schiantarsi contro una sporgenza. I colleghi
hanno subito soccorso l’uomo, issandolo fino alla cima, e hanno
lanciato l’allarme al Suem, che ha inviato l’elicottero di Pieve di
Cadore.
Imbarcato con un verricello, il 43enne è stato trasportato
all’ospedale, ma a nulla sono valse le manovre di rianimazione. In una
nota il Soccorso alpino bellunese esprime «le proprie condoglianze
alla famiglia e si stringe al dolore del fratello Massimo, membro del
Soccorso alpino di Cortina».

25 APRILE

BRESCIA - Un operaio di 54 anni, ricoverato ieri per le lesioni riportate in un infortunio sul lavoro, e' morto oggi all'ospedale 
Civile di Brescia. Il lavoratore stava lavorando in un'azienda siderurgica di Breno (Brescia) quando e'  stato colpito 
violentemente al torace da un grosso palo metallico che altri operai stavano issando con una gru. Le condizioni  dell'operaio 
erano apparse subito molto gravi.
23 APRILE
TUTURANO (BRINDISI) - Per aver bevuto, per errore, un diserbante, un cittadino indiano e' stato ricoverato in gravi 
condizioni - i medici si sono riservata la prognosi - nell'ospedale Perrino di Brindisi. L'uomo, che ha 32 anni, di chiama 
Zing Dirbag: il diserbante gli ha provocato ferite gravi alla gola e allo stomaco. L'incidente - a quanto si e' saputo - e' avvenuto
a Tuturano dove l'uomo lavora in un'azienda agricola. L'indiano avrebbe visto in un capannone di attrezzi agricoli una bottiglia 
e, pensando si trattasse di acqua, ne ha bevuto qualche sorso. Immediatamente pero' si e'sentito male, accusando forti 
bruciori ed e' stato trasportato nell'ospedale Perrino di Brindisi.
UDINE - Una donna di 47 anni, Daina  Accaino di Palmanova (Udine) è rimasta gravemente ferita alla mano e  all'avambraccio
destro in un infortunio. L'incidente è avvenuto nel  pomeriggio alla Piaval di San Giovanni al Natisone, un'azienda che 
produce sedie. La donna era al lavoro con una contornatrice, quando il macchinario si è fermato. Tentando di riavviare la 
contornatrice,  l'operaia ha infilato il braccio sotto l'apparecchiatura, che  improvvisamente si è rimessa a funzionare.
Soccorsa dai colleghi, la donna è stata trasportata nel cortile dell'azienda, dove è atterrato l'elisoccorso. I sanitari del 118 
hanno stabilizzato la donna che è stata trasportata all'ospedale di  Pordenone, dove opera un'equipe specializzata in 
microchirurgia della mano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Giovanni al  Natisone per i rilievi.

22 APRILE

GENOVA – Un uomo e’ rimasto ferito questa mattina allo stabilimento Arinox di
Sestri Levante – Riva Trigoso (Genova). Si tratta di un camionista di
una ditta esterna che e’ caduto all’interno dello stabilimento, andando a
urtare delle lamine di acciaio. Ferito a un braccio, l’uomo e’ stato
soccorso dal 118 e ricoverato all’ospedale di Lavagna.

21 APRILE

OLBIA - E' morto schiacciato da una ruspa in movimento, Ilario Moro Merella, di 45 anni, di Santa Maria Coghinas, finito, per 
cause in corso di accertamento, sotto le ruote del pesante mezzo che stava eseguendo opere di sbancamento in una 
lottizzazione in localita' Istrigoni, all'uscita di Porto Pozzo, nel comune di Santa Teresa di Gallura. Poco dopo le 9:30 nella 
localita' marittima, caratterizzata da numerose villette a schiera, in un terreno nel quale erano in corso opere di sbancamento 
e urbanizzazione per una nuova lottizzazione, una ruspa, durante una retromarcia, ha investito Ilario Moro Merella. Sul luogo 
e' intervenuto il personale del 118 che non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo e assistere anche l'autista 
della ruspa, che e' sotto shock. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri della stazione di Santa Teresa e degli 
ispettori del Servizio prevenzione ambienti di lavoro della Asl di Olbia.
TRENTO - Infortunio sul lavoro nel Trentino. Si e' verificato in un cantiere a Gardolo, alle porte di Trento, dove un operaio e' 
stato investito da alcuni tondini di ferro, riportando un trauma cranico e lesioni alle gambe. Dopo i primi soccorsi prestati sul 
posto, l'uomo e' stato trasportato con l'ambulanza all'ospedale Santa Chiara di Trento.
BARI - Un operaio e' rimasto infortunato in un  pastificio di Rutigliano (Ba). Si tratta di Sabino Tomasicchio, di 48 
anni, che la scorsa notte, mentre lavorava su un macchinario per la  produzione di pasta secca, ha riportato lo schiacciamento 
del braccio destro. Immediatamente soccorso dai sanitari del "118", l'uomo e' stato trasportato all'ospedale "Di Venere", dove 
e'  stato medicato e giudicato guaribile in 30 giorni per lesioni e ferite  varie. Accertamenti sono in corso per stabilire le 
circostanze dell'incidente.

20 APRILE

GROSSETO – Un agricoltore e’ ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di
Siena, dopo aver fatto un volo di quattro metri dal tetto di un
capannone, nella sua azienda agricola di Principina a Terra, in
provincia di Grosseto. L’uomo, 61 anni, e’ stato portato all’ospedale in
eliambulanza per fratture, una ferita alla schiena e trauma cranico. Secondo quanto ricostruito, l’agricoltore sarebbe salito sul tetto di
un capannone per controllare i pannelli solari termici. Mentre si
spostava sul tetto, e’ caduto attraverso un lucernario di vetroresina,
precipitando all’interno della struttura.

19 APRILE

BOLZANO – Ancora un grave infortunio sul lavoro in Alto Adige. Questa mattina a
Dobbiaco, un operaio di 55 anni, residente in Val Casies e’ rimasto
imprigionato sotto un escavatore. L’uomo, che ha riportato serie ferite
alle gambe e al tronco
, e’ stato liberato dai vigili del fuoco e portato
all’ospedale di San Candido. Sul posto, oltre ai soccorritori della Croce bianca, sono intervenuti
per gli accertamenti anche i carabinieri di Dobbiaco e la polizia
stradale di San Candido.

17 APRILE

TRENTO – Ancora un grave infortunio sul
lavoro in agricoltura, nel Trentino; si è verificato in tarda
mattinata a Denno, dove un giovane di 21 anni è rimasto ferito a
seguito del ribaltamento del suo trattore. Il giovane, dopo i primi
soccorsi sul posto, è stato trasportato con l’elicottero all’ospedale
Santa Chiara di Trento, dove è stato ricoverato nel reparto di
rianimazione
con riserva di prognosi.

VIZZINI (CATANIA) – Un operaio di 26 anni di un’impresa edile e’ morto ed un altro, di 31, e’ rimasto ferito a Vizzini (Ct), a
causa dell’urto con i cavi dell’alta tensione del braccio meccanico semovente di un’autopompa che stavano manovrando per
gettare una colata di cemento. E’ accaduto ieri, in contrada Falso Carrotto. Non sono stati resi noti i nomi dei due operai
coinvolti. L’operaio, sposato, con una figlia, e’ morto sul colpo folgorato. Sono intervenuti i carabinieri dopo che i colleghi di
lavoro
hanno chiamato il 118. Il ferito e’ stato trasportato nell’ospedale di Militello Val di Catania, dove e’ stato giudicato
guaribile in cinque giorni. Sull’incidente la Procura di Catania ha aperto una inchiesta, disponendo l’autopsia, che sara’
effettuata in settimana, sul corpo della vittima.
16 APRILE

AVELLINO – Un operaio, Michele Catino, di 48 anni è morto a causa di un incidente stradale avvenuto nella zona
industriale di Luogosano (Avellino). La vittima era appena uscita dallo stabilimento in cui lavorava a bordo del proprio
ciclomotore quando è stato investito da un’auto condotta da un giovane di 28 anni. Catino è morto sul colpo. Poco dopo sono
intervenuti i carabinieri di Mirabella Eclano che hanno avviato le indagini per chiarire dinamica e responsabilità del gravissimo
incidente.

VALLERANO (VITERBO) – Un chiodo di grosse
dimensioni ha letteralmente trapassato il bulbo oculare a un
operaio, forse un immigrato, causandogli una forte emorragia. È
accaduto in Vallerano, in provincia di Viterbo.
L’uomo è stato trasportato al policlinico Gemelli di Roma a
bordo di un’eliambulanza. Le sue condizioni sono state definite
gravi dai medici che lo hanno in cura, anche se non sarebbe in
pericolo di vita. Secondo i sanitari potrebbe aver perso
definitivamente la vista all’occhio trafitto.
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri e degli
ispettori della Asl, il chiodo potrebbe essere saltato mentre
veniva conficcato in un’impalcatura in legno e durante la
traiettoria avrebbe colpito l’occhio dell’operaio.  

15 APRILE

RAGUSA – Un giovane di 19 anni si trova
in gravissime condizioni
per le ferite riportate in seguito ad un
incidente di lavoro domestico. Il ragazzo stava utilizzando una
motozappa all’interno del giardino di casa quando ha perso il
controllo dell’attrezzo che gli ha quasi tranciato il piede sinistro.
Il giovane è stato trasferito all’ospedale Garibaldi di Catania ed è
stato operato immediatamente per le fratture riportate.

14 APRILE

BRINDISI – Era al lavoro ad un’altezza di circa
otto metri per potare alberi quando ha tranciato un cavo dell’alta
tensione rimanendo folgorato. È accaduto questa mattina nelle campagne
di San Pietro Vernotico in località Monache ed ha provocato il ferimento
grave di un uomo di 33 anni, Vincenzo Pellegrini di Lequile, dipendente
della ditta «Agrigarden» di Monteroni di Lecce. L’uomo, immediatamente soccorso,
è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Perrino di
Brindisi. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri di
San Pietro ed i funzionari dello Spesal per verificare eventuali
responsabilità e in particolare se siano state rispettate le norme sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro.

MODENA – Per il momento sembra non presentare
lesioni gravi l’operaio tunisino di 44 anni che ieri mattina e’ caduto
da un’impalcatura nel cantiere edile allestito all’interno di Palazzo
Solmi in via Emilia centro 236, a Modena. L’uomo, dipendente di una
ditta di Teramo, e’ stato portato poco dopo le 9 all’ospedale di
Baggiovara. Secondo una prima ricostruzione dei fatti da parte della
Polizia municipale, il nordafricano si trovava al primo piano dello
storico palazzo e stava demolendo un muro interno. La caduta e’ avvenuta da una scala a pioli a circa 3 metri di
altezza, a causa di una perdita di equilibrio. Dopo essere atterrato su
alcuni calcinacci che erano sul pavimento, l’operaio e’ apparso in stato
confusionale per cui e’ stato subito trasportato all’ospedale di
Baggiovara dove i sanitari di turno hanno riscontrato lesioni di modesta
entita’
. Sul posto sono intervenuti anche tecnici della Medicina del
Lavoro per i rilievi di competenza.

AVEZZANO(AQ) – Incidente sul lavoro
stamani in pieno centro ad Avezzano. Due operai, che stavano
lavorando su via Corradini, sono rimasti feriti dal
ribaltamento di una gru. Trasportati in ospedale non
correrebbero pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i
carabinieri, i vigili urbani e i vigili del fuoco. La dinamica
dell’incidente e’ ancora da chiarire.

13 APRILE

VENEZIA – Ha perso l’equilibrio ed e’ caduto da un’altezza di otto metri, sbattendo violentemente contro una
canaletta metallica: e’ l’incidente mortale occorso nel primo pomeriggio ad un operaio, Vincenzo Rosardo, 68 anni, di Portici
(Napoli) all’interno di una azienda di Ceggia (Venezia). L’uomo, che lavora per la Ideal Montaggi di San Giorgio a Cremano, era salito
sopra un silos alto 13 metri dell’azienda cerealicola Ndf Azteca Milling Europe per effettuare un intervento di manutenzione
quando e’ precipitato. La caduta e’ stata bloccata a cinque metri dal suolo da una canaletta metallica, ma l’uomo e’ morto
prima dell’arrivo dei soccorsi per le gravi lesioni riportate. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Dona’ di Piave e i
tecnici dello Spisal.

12 APRILE

VICENZAUna morte orribile quella di Sebastiano Storti, 40 anni, e’ morto congelato dopo essere caduto in una
vasca di liquido refrigerante a 20 gradi sotto zero. Ancora da ricostruire le cause esatte della tragedia, che non ha avuto
testimoni. Oggi gli operai dell’azienda sono scesi in sciopero per l’intera giornata, per chiedere maggiori interventi sulla
sicurezza. Un’ora di sciopero dovrebbe essere osservata – riferisce la Filcem Cgil di Vicenza – anche nelle altre due
sedi, Vicenza e Milano, del gruppo chimico-farmaceutico. L’operaio, riferiscono i quotidiani locali, e’ stato trovato
gia’ privo di vita da alcuni colleghi, che non riuscivano a rintracciarlo in azienda. Difficile capire cosa sia successo.
L’ingresso della vasca refrigerante, posta a tre metri da terra, avviene grazie ad una stretta botola cui si accede attraverso
una scaletta. Sara’ l’indagine avviata dalla Procura di Vicenza a dover far luce sulla dinamica dell’incidente. Storti,
residente a Montebello (Vicenza), era sposato e padre di tre figli.

10 APRILE

CONCO (Vicenza) – A
perdere la vita è stato un agricoltore del luogo, Luciano Cortese, 81
anni, che è morto dopo essere stato travolto dal piccolo trattore carico
di legna che stava guidando. L’uomo si trovava all’interno di una sua
proprietà, dove per buona parte della mattinata aveva tagliato rami e
raccolto legna da ardere. Sulla strada del ritorno, a causa di una
manovra errata del mezzo o forse per il mancato innesto di una marcia,
il trattore l’ha fatto cadere a terra e poi, proseguendo la sua corsa,
l’ha schiacciato. A dare l’allarme sono stati alcuni residenti. Secondo i
rilievi dei medici dell’ospedale di Asiago, intervenuti sul luogo
dell’incidente, l’uomo sarebbe morto sul colpo a causa dello sfondamento
del torace e per politraumatismi vari.

09 APRILE

POMEZIA (ROMA)– Un
operaio di 47 anni è morto dopo essere stato
colpito con violenza al torace da un pistone che si è staccato
improvvisamente dalla pressa tritarifiuti che stava manovrando.
L’operaio, 47 anni, originario della Sardegna che da tempo
viveva a Pomezia, lascia la moglie e due figli. Stando alle
prime dichiarazioni degli altri operai, l’uomo era normalmente
al suo posto di lavoro quando dal pesante macchinario, come «un
proiettile di acciaio», è stato «sparato» il pistone.
L’operaio non ha forse neppure avuto il tempo di accorgersene
perchè è stato colpito in pieno petto ed è morto sul colpo,
forse per lo sfondamento della cassa toracica. L’equipaggio del
118, arrivato sul posto, non ha potuto che constatarne il
decesso. La salma per tutto il giorno è stata lasciata sul
posto dell’incidente per i rilievi in attesa del nulla osta alla
rimozione da parte della Procura di Velletri che dovrà disporre
anche l’autopsia. Sull’accaduto indagano i carabinieri della
Compagnia di Pomezia, diretta dal maggiore Rodrigo Micucci, e il
servizio zonale di prevenzione della Asl RmH.
La Ecosistem spa, che è gestita da un consiglio di
amministrazione, è un’azienda che si occupa di smaltimento dei
rifiuti per conto di Comuni e ditte.

GENOVACinque operai sono rimasti feriti, in modo non grave,
nel deragliamento di un carrello per la manutenzione della massicciata
ferroviaria
, avvenuto poco dopo l’una di notte nei pressi della stazione
di Recco (Genova) e che sta provocando venerdì mattina forti disagi
alla circolazione dei treni sulla linea Genova-La Spezia. In seguito al
deragliamento il carrello si è incendiato.

 

08 APRILE

IONADI (VIBO VALENTIA) – Un agricoltore,
Giuseppe Valente, di 60 anni, è morto dopo essersi ferito
con una motosega mentre stava potando un albero.
L’incidente è avvenuto a Ionadi, nel vibonese. L’uomo stava
potando un albero su un terreno di sua proprietà quando uno dei
rami ha ceduto facendolo cadere a terra. Nella caduta l’uomo è
stato ferito dalla motosega ed è morto poco dopo il ricovero
nell’ospedale di Vibo Valentia.

CORINALDO (ANCONA)– Un operaio di 33 anni è
rimasto ferito in un incidente sul lavoro avvenuto a
Corinaldo (Ancona), in un’azienda per la lavorazione del legno.
M. P., originario della provincia di Pesaro, ha riportato
l’amputazione di due dita di una mano e ferite ad un braccio
mentre stava pulendo una sega.
Trasportato nell’ospedale di Ancona, ne avrà per 40 giorni.
Sulle cause dell’infortunio indagano i carabinieri. 

BOLZANO – Walter Marsoner stava lavorando con il proprio trattore a
1600 metri di quota nei pressi del suo maso a Santa Calpurga, in Val
d’ultimo quando il mezzo si sarebbe ribaltato. Il contadino stava
eseguendo la concimazione del terreno. I soccorritori del 118, giunti,
sul posto, non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.

07 APRILE

TARANTOUn boato, tanta paura, ma nessun
ferito nello stabilimento Eni di Taranto
dove la notte scorsa
c’è stata un’esplosione in una tubatura che trasporta greggio.
A causare l’esplosione, come ha spiegato l’Eni, è stata una
perdita in una tubazione dell’impianto Platforming, «da cui è
conseguito un incendio, comunque posto subito sotto controllo».
Quello di stanotte è solo l’ultimo degli inconvenienti
tecnici, più volte denunciati dagli ambientalisti, avvenuti
negli ultimi anni all’interno della raffineria di Taranto. Fumo
nero e fiamme dalle torce, nubi di gas che dall’area industriale
si riversano sulla città, incendi negli impianti: tutti episodi
a seguito dei quali gli ambientalisti hanno manifestato
pubblicamente la loro contrarietà all’ipotesi di raddoppio
della raffinazione e dell’aumento di potenza della centrale
termoelettrica Enipower da 85 a 300 megawatt.

BOLZANO – Ancora un infortunio sul lavoro
in Alto Adige; si è registrato al maso Ploner a Riva di Sotto, sul
Renon, poco distante dal capoluogo, dove un agricoltore di 36 anni del
posto si è ribaltato mentre manovrava un piccolo escavatore,
rimanendo con entrambi i piedi incastrati sotto il mezzo. È stato
soccorso e ricoverato all’ospedale di Bolzano con ferite giudicate di
media gravità.

BERGAMO – Stavano movimentando un carico di
lastre di acciaio del peso di quattro quintali, quando sono
stati travolti dalle pesanti lamine, scivolate all’improvviso da
un carrello. Due persone, un artigiano di 54 anni e un operaio
di 21anni, entrambi bergamaschi, sono rimasti feriti in un
incidente sul lavoro in un’azienda di Bonate Sotto.
È successo nello stabilimento della ditta MC Inox di via
Primo Maggio. I due stavano spostando le lastre quando, per
cause non ancora accertate, i pannelli di metallo sono finiti
addosso ai lavoratori, ferendoli alle gambe. I due lavoratori
sono stati soccorsi dai colleghi e portati al Policlinico di
Ponte San Pietro. Gli accertamenti sulla dinamica
dell’infortunio sono stati affidati agli agenti del consorzio di
Polizia locale dell’Isola.

PESCHIERA BORROMEO (MILANO) – Un operaio è
morto e un altro è rimasto ferito in un incidente sul lavoro a
Peschiera Borromeo, nel cantiere dove è in costruzione la nuova
sede di Microsoft Italia. È il secondo infortunio mortale,
ricordano i sindacati, nello stesso cantiere nel giro di un
anno. Vittima questa volta un italiano di 55 anni, Gian Battista
Rota, dipendente di una ditta committente dei lavori, la Vitali
spa
. Il ferito è un kosovaro di 50, che lavora per un’altra
azienda. Sono precipitati dal terzo piano, e l’immigrato si è
salvato cadendo sul corpo del compagno.
«Ancora non conosciamo bene come possa essere accaduto, per
noi è un grande dolore», ha detto Giuseppe Bonacina per
la Vitali spa. Rota, residente nel bergamasco a Torre de Busi,
lavorava per la ditta da 10 anni. Nella stessa azienda è
impiegata anche una delle figlie. Il kosovaro, Gashi Arben, è
stato ricoverato con la frattura di una gamba all’ospedale San
Raffaele. Sul posto sono arrivati subito la polizia locale di
Peschiera Borromeo e la Asl.
L’infortunio è avvenuto questa mattina. Sulla dinamica
ancora molte incertezze. Sicuro che i due operai erano al lavoro
al terzo piano di uno degli edifici che ospiteranno il futuro
centro direzionale del colosso dell’informatica. Sembra che
abbia ceduto il pavimento o la scala di sicurezza su cui stavano
lavorando per una colata di cemento. Sono precipitati a pochi
secondi di distanza. Prima l’operaio italiano, quindi
l’immigrato. Il primo ha fatto da cuscinetto al secondo e gli ha
salvato la vita.
Sul posto sono arrivati subito anche diversi esponenti
sindacali di Uil e Cgil, ma a loro non è stato consentito
entrare nel cantiere. «Con questa azienda non ci sono mai
stati rapporti facili, in un anno su 10 assemblee sulla
sicurezza che avremmo potuto fare, in realtà ne abbiamo
realizzate solo due», hanno detto Cristina Bosia per Feneal
Uil e Geber Shanky per Fillea Cgil. In ogni caso l’area
dell’incidente è stata parzialmente posta
sotto sequestro.

06 APRILE

PERUGIA – Un cinquantasettenne di Perugia è
stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni dopo essere
stato colpito da un tronco mentre stava
scaricando del legname da un autocarro nella zona di
Collestrada, alla periferia del capoluogo umbro. Sull’incidente
sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri.
Secondo una prima ricostruzione sembra che durante le
operazioni di scarico una delle sponde dell’autocarro si sia
improvvisamente sganciata. L’uomo è stato quindi colpito da uno
dei tronchi. Soccorso dal personale del 118, è stato ricoverato
nell’ospedale di Perugia con riserva di prognosi.

LATINA – Un uomo di 74 anni, Alfredo
Cannavale, è morto all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina
dove era ricoverato dal 18 marzo, giorno in cui era caduto da
un’impalcatura in un cantiere edile di Formia. L’uomo, titolare
della ditta che stava eseguendo dei lavori edili in un palazzo,
era stato subito trasferito in ospedale a Latina, ma le sue
condizioni si sono improvvisamente aggravate e l’uomo è morto
nel pomeriggio di oggi. Sul caso era già stata aperta
un’inchiesta e il cantiere era stato sequestrato dalla Asl il
giorno dell’incidente. 

CIVITA CASTELLANA (VITERBO) -Un operaio di
53 anni, residente a Corchiano, in provincia di Viterbo, è
stato colpito da un masso mentre lavorava in una cava tra Civita
Castellana e Rignano Flaminio (Roma). L’uomo è stato
trasportato in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma: le
sue condizioni, secondo quanto si è appreso, sarebbero gravi,
avrebbe riportato lesioni al torace e un sospetto trauma alla
colonna vertebrale.
Secondo quanto accertato di tecnici del servizio prevenzione
e sicurezza della Asl di Viterbo, l’operaio era intento a
lavorare vicino un escavatore quanto una grossa pietra si è
staccata da una parete ed è precipitata, colpendolo alle spalle
e schiacciandolo addosso al mezzo. Sono in corso indagini anche
da parte dei carabinieri per ricostruire l’esatta dinamica
dell’incidente sul lavoro.

GIOVINAZZO (BARI) – Un agricoltore, Giuseppe
Loiacono, di 49 anni, di Giovinazzo, è morto dopo essere stato
schiacciato dal suo trattore. È accaduto nella tarda mattinata
di oggi a Giovinazzo, in contrada San Lorenzo, nei pressi del
cavalcavia dell’autostrada A14.
L’uomo, regolarmente assunto dalla ditta Oroverde Milella,
stava arando un terreno dell’azienda destinato alla semina, ma
nel fare una manovra di svolta, il mezzo è salito su una
cunetta e si è ribaltato, schiacciando il conducente. Sul posto
sono intervenuti i carabinieri.
Il sostituto procuratore di turno, Patrizia Rautis, ha
disposto il sequestro del mezzo agricolo. Dalle prime
informazioni raccolte dai carabinieri, Loiacono aveva una
ventennale esperienza a bordo dei trattori e, in passato, aveva
anche seguito un corso di formazione.

TRENTOSono gravi le condizioni di
Gianfranco Tomas, 66 enne di Imer, nel Trentino, rimasto ferito in un
incidente avvenuto stamani nel Primiero. L’uomo, a bordo del suo
trattore è uscito di strada, finendo in una scarpata profonda diversi
metri. L’incidente è stato causato da una manovra che l’uomo ha
eseguito, per consentire il passaggio di un camion. Tomas ha riportato
serie lesioni al capo ed è stato trasferito in elicottero
all’ospedale Santa Chiara di Trento. 

03 APRILE

CIVITAVECCHIA (RM) – Un altro infame delitto si è consumato c/o la centrale Enel di Torvaldaliga Nord, è il 4° omicidio mortale da quando la centrale è stata riconvertita a carbone. Sergio Capitani di 34 anni, lavoratore in appalto addetto alla manutenzione “ area ammoniaca” è morto tra strazianti ferite e dolori, altri 3 suoi compagni sono ricoverati c/o l’ospedale di Civitavecchia.
Da 8 anni, da quando è stato aperto il cantiere della riconversione, i Cobas hanno chiesto e sostenuto la necessità di un ispettore a tempo pieno in centrale (cosa che dovrebbe esserci in ogni impianto a rischio), invece continua la serie degli “incidenti” , tanto che l’impianto di riconversione è stato ribattezzato “il cantiere della morte”. Un cantiere che non avrebbe mai dovuto aprirsi – la riconversione a carbone, costosa e dannosa, risponde solo a interessi speculativi – ma nonostante il rifiuto popolare sancito anche da un referendum, i corrotti partiti (l’ex sindaco De Sio, rinviato a giudizio) e i complici sindacati sotto la regia dell’Enel hanno impunemente proceduto! Sono loro i massimi responsabili del “ cantiere della morte”.

TRENTO – Un meccanico marocchino di 24 anni
ha perso la vita schiacciato da un camion sotto il quale
lavorava in una officina della zona industriale di Rovereto.
Il mezzo si trovata su di un ponte sollevatore che
all’improvviso ha ceduto e per il giovane non c’è stato scampo:
ha riportato lesioni mortali.
Sul posto sono subito intervenuti gli uomini di Trentino
emergenza ed anche l’elicottero, ma ogni soccorso è vano. È
stata aperta una doppia inchiesta da parte della magistratura e
dell’ispettorato del lavoro. Il giovane era residente a Rovereto
dal 1999.  02 APRILE

PESARO – Ha rischiato di perdere una gamba
per colpa della motozappa che stava manovrando nel suo orto a
Gallo di Petriano (Pesaro) un uomo di 63 anni. Il figlio, che si
trovava nelle vicinanze, ha evitato che il mezzo agricolo
potesse far scempio della gamba del padre riuscendo a bloccarne
il meccanismo. Subito dopo ha chiamato il 118 cercando nel
frattempo di bloccare l’emorragia.
Nel giro di qualche minuto sono arrivati un’ambulanza e i
vigili del fuoco di Urbino. L’agricoltore è stato poi
trasportato in eliambulanza nell’ospedale di Torrette di Ancona.
Il 63enne, che non ha mai perso conoscenza, sarà sottoposto a
intervento chirurgico. La prognosi è riservata.

PERITO (SALERNO) – Si chiamava Luciano Della
Greca, l’operaio deceduto questa mattina a Perito, nel Cilento.
L’uomo, un 46enne di Sessa Cilento, era impegnato nei lavori
di sbancamento di un’area destinata alla realizzazione dei
depuratori comunali. Secondo una prima ricostruzione
dell’accaduto, l’escavatore sul quale stava lavorando si sarebbe
improvvisamente ribaltato schiacciando l’operaio e uccidendolo
sul colpo. Sulla vicenda la magistratura ha aperto un’inchiesta.

GAVARDO (BRESCIA) – Un muratore è morto in un incidente sul Lavoro avvenuto a Soprazzocco di
Gavardo (Brescia).
L’uomo, a quanto si è appreso è rimasto vittima di uno
schiacciamento.
Degli accertamenti si stanno occupando i carabinieri della
compagnia di Salò (Brescia)

01 APRILE

VALLO DELLA LUCANIA (SALERNO) – È morto
questa mattina, all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania
(Salerno), l’uomo che il 22 marzo scorso si era ferito
gravemente, cadendo da una impalcatura mentre attaccava
manifesti elettorali. Giovanni Di Benedetto, di 42 anni, era
scivolato da una impalcatura mobile, sbattendo violentemente il
capo sul selciato, nel centro cittadino di Sapri.
Ricoverato prima nell’ospedale di Sapri, e poi nel reparto di
Rianimazione del San Luca di Vallo della Lucania, l’uomo era
apparso subito in condizioni disperate. Sulla vicenda, la
magistratura ha avviato un’indagine.

PAVIA – Un operaio di 45 anni di Pavia è
ricoverato in gravissime condizioni al policlinico San Matteo
dopo un infortunio sul lavoro avvenuto in
un’azienda agricola di Cura Carpignano (Pavia).
L’uomo si trovava sulla scala e stava pulendo un essicatoio
quando, per cause ancora da appurare, ha perso l’equilibrio
cadendo da un’altezza di circa due metri. L’operaio ha picchiato
la schiena e la testa riportando gravi lesioni.
Trasportato d’urgenza in ospedale è stato subito operato. La
prognosi è riservata. 

MACERATA – Un anziano agricoltore, Romeo
Farroni, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto a Ripe San Ginesio (Macerata). L’uomo stava lavorando
nei campi con un trattore, che si è ribaltato schiacciandolo.
L’anziano è stato soccorso dai familiari, ma per lui non c’era
già più nulla da fare.

ARCEVIA (ANCONA) – Un operaio di 49 anni di
Arcevia, M. A., è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale
di Torrette, dove è stato trasportato in eliambulanza dopo
essere rimasto ferito in un incidente sul lavoro nella tarda
mattinata di oggi.
M. A. stava effettuando degli scavi per le condutture idriche
quando è stato colpito alla testa dalla benna di un escavatore.
Stanno facendo accertamenti sull’incidente i carabinieri e gli
ispettori dell’Asur 4. 

GIOIA DEL COLLE (BARI) – Un operaio, Pasquale
Lella, di 43 anni, di Grumo Appula (Bari), ha riportato la
frattura del femore e un trauma cranico cadendo in uno scavo
della profondità di cinque metri mentre era al lavoro in un
cantiere per il raddoppio della conduttura dell’Acquedotto
pugliese. È stato trasportato al Policlinico di Bari da
un’autoambulanza del 118 dove è stato ricoverato.
Lella è dipendente della ditta Faver spa di Bari.
Sull’episodio sono state avviate indagini dai carabinieri. 

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