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Il 18 febbraio prossimo, dopo ben 7 mesi, si terrà un’altra udienza del processo Palumbo contro Fincantieri presso il tribunale di Palermo. Dura oramai da due anni il processo che vede l’operaio Palumbo in lotta contro il licenziamento messo in atto dalla Fincantieri: un operaio che denunciava senza lasciarsi intimidire le condizioni di assoluta insicurezza sul posto di lavoro, per la Fincantieri, azienda i cui dirigenti sono stati tante volte denunciati, condannati e che hanno ancora processi in corso, era diventato certamente scomodo!
Tutto questo mentre la realtà non ci risparmia, purtroppo, quotidianamente la tragedia dei morti e degli infortuni sul lavoro in
tutto il paese. A Palermo le prime iniziative nei prossimi giorni: (Continua)
Bollettino della rete nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro
Il 13 marzo del 2008 la rete sulla sicurezza sul lavoro ha occupato l'agenzia interinale di Ravenn, la città della Mecnavi e di Luca Vertullo e delle tante vittime del profitto. I lavoratori e i giovani sono entrati nell'agenzia e lo hanno fatto in nome e per conto di tanti lavoratori e giovani che questo sistema sociale basato sul profitto lascia senza speranza, vera e propria carne da macello.
Il prossimo 13 marzo Convegno Nazionale della rete per la sicurezza sul lavoro a Ravenna.
Scarica la locandina.
REGGIO CALABRIA - Un operaio, Aldo Ferraro,
di 33 anni, è morto in un incidente sul lavoro a Reggio
Calabria nel cantiere in cui si sta realizzando la diga sul
Menta.
Ferraro, mentre stava effettuando lavori di sbancamento per
interrare un tubo, è stato travolto dal crollo di un muro di
contenimento ed è morto sul colpo.
Sul posto, insieme ai vigili del fuoco ed ai carabinieri,
sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini
per accertare eventuali responsabilità.
VARESE - Un uomo di 31 anni è morto colpito
da una scheggia metallica nell'acciaieria dove lavorava, la
Riganti SpA in via Vittorio Veneto a Solbiate Arno, nel
Varesotto.
Secondo le ricostruzioni dei carabinieri di Gallarate, l'uomo
era impegnato su una macchina per la stampa del metallo quando,
all'improvviso, una parte della lastra che stava lavorando si è
staccata all'improvviso. L'uomo è morto sul colpo, trafitto
all'addome dalla scheggia. Sul posto, oltre al 118, sono
intervenute le forze dell'ordine e il personale della Asl di
Varese, per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza
sul lavoro.
(Continua)
Le parti hanno presentato gli elenchi contenenti testi (memorie difensive, organizzazione di difesa, perizie ecc) e i teste da ascoltare alle audizioni testimoniali. La difesa di Giorgio del Papa, nella persona dell'avv. La Spina, ha chiesto al giudice di poter integrare nel fascicolo la famosa perizia (svolta in 16 pagine) dell'Ing. Pecchioli, perizia di parte ovviamente.
L'accusa ha obbiettato all'utilizzo della stessa, in quanto secondo la dottrina penale, questa può essere considerata dal giudice solo come "aiuto". (Dato che il perito viene nominato quando l'argomento di cui si parla va al dì là delle conoscenze del magistrato). Quindi il giudice ha deciso di ammettere la perizia non come atto probatorio ed ha altresì deciso di porre la persona dell'Ing. PierLuigi Pecchioli nel registro delle teste. La prossima udienza si terrà il 12 febbraio 2010, nella quale il Pubblico Ministero inizierà a presentare i suoi testi ed eventualmente qualora ce ne sia il tempo inizierà anche l'audizione testimoniale. La successiva udienza è fissata al 26 febbraio 2010.
(Continua)
ILVA,CONFERMATE 3 CONDANNE - TARANTO - La sezione distaccata di Taranto
della Corte d'appello di Lecce ha confermato le condanne, con
sospensione della pena, nei confronti di tre imputati accusati
di omicidio colposo per un incidente sul lavoro verificatosi il
21 maggio 2004 nello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto,
che costò la vita a Silvio Murri, operaio di 38 anni,
dipendente diretto dell'azienda.
Tutti gli imputati sono stati condannati ad un anno di
reclusione. Due di loro - un capo reparto e un tecnico
ponteggiatore - hanno beneficiato di una lieve riduzione di
pena, mentre per il terzo - unoperaio - la sentenza è stata
totalmente confermata. La Corte ha inoltre disposto il
risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, in
favore della moglie e del figlio della vittima, costituitisi
parte civile tramite gli avvocati Carlo Petrone e Francesco
Murianni. Per la stessa vicenda un caposquadra dell'Ilva aveva
già patteggiato la pena (sospesa) in primo grado ad un anno e
quattro mesi.
Murri, secondo la ricostruzione degli ispettori del lavoro,
il giorno della tragedia stava smontando un ponteggio, insieme a
due colleghi, quando la struttura cedette. L'operaio precipitò
da un'altezza di otto metri battendo violentemente il capo e
morì in ospedale dopo dieci giorni di agonia senza aver ripreso
mai conoscenza. (Continua)
BERGAMO - È morto questa mattina al Centro
grandi ustionati di Verona, dov'era ricoverato in fin di vita da
ieri pomeriggio, un operaio bergamasco di 35 anni che ieri
mattina a Brembate (Bergamo) ha cercato di togliersi la vita
cospargendosi di benzina e dandosi fuoco. Le sue condizioni
erano disperate; l'uomo aveva riportato gravi ustioni su oltre
il 95% del corpo.
Ieri soltanto l'intervento di una donna, che ha utilizzato un
piccolo estintore per spegnere le fiamme, e il tentativo di
rianimazione dei soccorritori, erano riusciti a strappare alla
morte l'operaio, che, però, è morto oggi dopo neppure 24 ore
di ricovero.
A spingere l'uomo a compiere il drammatico gesto sarebbe
stata la depressione causata dalla perdita del lavoro. L'operaio
era impiegato in una ditta di Zingonia (Bergamo) che è fallita
un paio di mesi fa, costringendolo a casa. Ieri mattina intorno
alle 10 il 36enne - che viveva a Bergamo insieme alla moglie -
ha raggiunto a bordo della sua auto la zona industriale di
Brembate, poi è sceso dall'abitacolo, ha afferrato una tanica
di benzina, se l'è rovesciata addosso e si è dato fuoco. (Continua)
In onda su RAIUNO domenica 24 alle 21.30 e lunedì 25 gennaio 2010 alle 21.10
Oltre 1300 persone muoiono ogni anno in Italia di lavoro. Di questa realtà sappiamo pochissimo e quel poco si confonde fra responsabilità e silenzi interessati, colpe, bugie che rimbalzano all’attenzione e scivolano via in fretta. Quasi che l’oblio e l’occultamento siano l’obiettivo di chi porta le responsabilità di questa ininterrotta storia di sangue. Resta nitido solo il dolore insopportabile di chi ha perso un marito, una moglie, un padre, una madre, un figlio. Così da costringerci a sommare alla compassione per chi è morto la compassione per chi rimane: isolato e solo, senza giustizia e senza lo stipendio dello scomparso, spesso l’unica risorsa della famiglia. Non è una questione che riguarda solo i familiari. Chiama in causa tutti noi. Dice un protagonista de "Gli ultimi del Paradiso" in uno snodo importante del film:"Cos’altro deve accadere per farci capire che non c’è niente di più importante della vita di un uomo?” Questa domanda da sola racchiude la ragione di questa storia e il motivo per cui andava raccontata.
La riunione nazionale della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro si terrà sabato 16 gennaio nella sala dopololavoro ferroviario Pettinelli - Stazione Termini - binario 22 dalle ore 10 in poi con conclusione nel pomeriggio. La riunione nazionale acquisisce una importanza particolare per la presenza di nuove associazioni tra cui quella per la strage di viareggio, il comitato immigrati, i ferrovieri. Sono invitate tutte le associazioni e i comitati per la salute sui posti di lavoro, le associazioni amianto, la rete e il movimento di lotta per avere la possibilità di discutere di un possibile salto di forza e qualità.
Il Dlgs n. 106/2009, correttivo del TU sicurezza
ha interamente riscritto l’art. 18, comma 1, lettera r) del Dlgs 9
aprile 2008, n. 81, relativo alla denuncia di infortunio. Il nuovo
testo prevede l’obbligo di comunicare, in via telematica, all’Inail o
all’Ipsema (marittimi), e, per loro tramite, al Sinp (Sistema
informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro) entro 48 ore dalla ricezione dl certificato medico:
ai fii statistici ed informativi relativi agli infortuni sul lavoro che
comportino l’assenza dal lavoro di almeno 1 giorno, escluso quello
dell’evento; a fini assicurativi, i dati relativi agli infortuni sul
lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a 3 giorni.
BREMBIO (LO) - È dovuta intervenire la
polizia, oggi, in provincia di Lodi, per consentire ai camion di
un'azienda di uscire dallo stabilimentopicchettato dalle
maestranze di alcune cooperative che lavorano per la ditta.
Secondo quanto riferito dai sindacati, gli agenti sono
intervenuti per disperdere gli operai ammassati davanti ai
cancelli e nei tafferugli sono rimasti contusi tre operai, tutti
lievemente. È accaduto oggi, dopo le 17, alla Fiege Borrello di
Brembio (Lodi) azienda che, secondo i sindacati, avrebbe
manifestato l'intenzione di cambiare i contratti con la
manodopera, una sessantina di operai.
GENOVA - Vittima,
l'autista di un camion, rimasto leggermente ferito nell'urto tra
il suo mezzo e una gru mobile.
Secondo una prima ricostruzione, il camionista, entrando
nella stiva della nave al volante del camion ha urtato una gru
mobile, sulla banchina di calata Derna. Nell'urto è rimasto
incastrato con una gamba tra il piantone dello sterzo ed il
sedile. Il motore del mezzo, nel frattempo, si sarebbe imballato
provocando tantissimo fumo al punto da far pensare in un primo
tempo ad un incendio.
L'uomo è stato soccorso dai vigili del fuoco che lo hanno
liberato e da una automedica del 118 e trasportato all'ospedale
Villa Scassi di Sampierdarena. Le sue condizioni non sono gravi.
SAVONA - Un operaio di 36 anni è rimasto
ferito in un incidente avvenuto intorno alle 15 in
un cantiere edile di via Matilde Serao a Savona. Durante la fase di
smontaggio del castello di tiro al primo piano dell'edificio, la
struttura disancorata si è abbattuta sulla via trascinando al suolo
il lavoratore, che è precipitato da un altezza di circa sei metri.
Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e operatori del 118.
L'operaio infortunato è stato trasportato all'ospedale Santa
Corona di Pietra Ligure. Gli ispettori della Struttura Complessa
Prevenzione Sicurezza degli Ambienti di Lavoro della ASL 2 Savonese
stanno raccogliendo informazioni sul lavoratore e sulla dinamica
dell'infortunio anche per rilevare eventuali responsabilità.
(Continua)
A Via Case Missiroli, una piccola località che segna il confine tra
Comune di Longiano e il Comune di Cesena si continua a morire. Negli
ultimi anni in questo piccola via ai cui lati sorgono 12 abitazioni
civili sono morte ben 17 persone affette da tumore. La cosa potrebbe
anche rientrare nella normalità se non fosse per il fatto che in questo
piccolo fazzoletto di terra è facile imbattersi in uno dei tanti ex
capannoni come quello dell'ex cementificio Ediltubi.
(Continua)
La corte d'appello di Parigi ha
condannato per omicidio colposo il gruppo ThyssenKrupp, che ora
dovrà pagare 85.000 euro di multa per «non aver rispettato i
suoi obblighi di sicurezza». La sentenza dei giudici parigini
riguarda la morte, nel 2004 a Parigi, di un operaio schiacciato
dalla cabina di un ascensore che stava riparando.
La notte fra il 6 e il 7 dicembre, una ventina di militanti della RASH Roma hanno compiuto due azioni dimostrative per attirare l’attenzione pubblica sul dramma delle morti sul lavoro;la prima al Colosseo, nel cuore di Roma, è stato esposto uno striscione assieme a delle croci con degli elmetti da operaio sopra i quali sono stati scritti i nomi di alcune delle tragedie (come ad esempio Enel Civitavecchia, Porto di Genova o Thyssenkrupp Torino 6 dicembre 2007, di cui ricorre il secondo anniversario), la seconda azione è stata al parco Shuster a San Paolo, davanti al monumento ai caduti di Nassirya, sono state messe altre croci e lasciati ancora dei caschetti e un altro striscione, con l’intento di far riflettere su quante energie e quanta attenzione venga data a dei “ragazzi” pagati dallo Stato per impegnarsi nelle guerre imperialiste in giro per il mondo, a difendere gli interessi di quei soliti pochi che detengono i mezzi di produzione, che ricoprono (che se ne rendono conto o no) il ruolo di mercenari, utilizzati per sottomettere altri popoli; mentre agli operai, braccianti e lavoratori morti sul lavoro non viene dato una briciola in confronto.