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Secondo rapporto ANMIL

nomortilavoro | 06 Febbraio, 2008 10:37

L’ANMIL ha presentato il 2° Rapporto sulla Tutela delle vittime del lavoro alla stampa e alle istituzioni competenti presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi (in Via XXIV Maggio, 43 - di fronte al Quirinale) lunedì 4 febbraio, dalle ore 13.30 alle ore 15.30.
Lo studio elaborato dall’ANMIL intende offrire un contributo alle principali questioni che riguardano le vittime del lavoro e i loro familiari affinché, al di là della commozione, del cordoglio e della solidarietà sociale, si trovino concrete soluzioni alla loro quotidianità fatta di solitudine, abbandono e tutele assicurative, sanitarie e giudiziarie, quasi sempre negate. Infatti, se le carenze della prevenzione sono ormai finalmente oggetto di attenzione, troppo poco si sa delle ingiuste condizioni in cui si ritrovano le vittime del lavoro.
Resta all'Italia il non invidiabile primato delle vittime sul lavoro in Europa. Nel nostro paese il numero delle "morti bianche", seppure in calo rispetto agli anni scorsi, è infatti diminuito meno che nel resto d'Europa. Negli ultimi dieci anni, nel periodo compreso tra il 1995 e il 2004, da noi il calo registrato è stato pari al 25,49 per cento mentre nella media europea la flessione è stata pari al 29,41 per cento.

Gli autori del rapporto sottolineano come anche negli incidenti non mortali le cose non vadano molto meglio. Visto che nelle cifre ufficiali, seppure meno allarmanti di quelle relative alle vittime, non sono compresi gli incidenti che non vengono denunciati da chi è impiegato nell'ambito del lavoro nero dove, secondo l'Inail, si verificherebbero almeno 200 mila casi.

Nel complesso gli incidenti sul lavoro sono circa un milione l’anno e i morti più di mille. In Germania nel 1995 le vittime erano state mille e cinquencento, duecento più di quelle italiane. Oggi sono scese a 804 unità, un numero ben inferiore a quello attuale delle vittime italiane. Questi numeri, dicono dall'Amnil, mostrano come non si tratti di un fenomeno occasionale e relegato a situazioni straordinarie ma piuttosto "un effetto perverso che sembra profondamente innervato nel modo di produzione".

Al danno sembrerebbe aggiungersi anche la beffa. La riforma realizzata con il decreto legislativo 38/2000 che ha introdotto, in via sperimentale, la copertura del danno biologico, di fatto, dicono dall'Anmil, ha comportato un "netto ridimensionamento del livello delle prestazioni in rendita se non addirittura la trasformazione dell'indennizzo da rendita, a capitale liquidato una tantum".

Sintesi Rapporto - Totale infortunati - Andamento mortali Europa

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