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Ah Scajola!!

nomortilavoro | 31 Luglio, 2008 15:51

Mentre il ministro dello Sviluppo Economico Scajola partecipa all'inaugurazione farsa dei primo del tre gruppi produttivi della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord dichiarando "Eccola, dopo qualche vita umana" con totale disprezzo per chi la vita ce l'ha lasciata veramente in questi anni di livelli di produzione allucinante, oggi un nuovo incidente ha colpito un dipendente.

Un operaio di 50 anni, del quale non sono state ancora rese note le generalità, dipendente di una ditta appaltatrice dell'Enel, è rimasto ferito in maniera grave nel cantiere della centrale Enel di Torre Valdalica Nord, a Civitavecchia. L'uomo, secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, è stato colpito alle gambe poco dopo le 11.00 da un fascio di tubi. L'operaio è stato trasportato nel pronto soccorso dell'ospedale S. Paolo di Civitavecchia dove è stato sottoposto ad una serie di accertamenti. Oltre alle fratture alle gambe presenterebbe difficoltà respiratorie. 

Ieri un presidio dei NO-coke ha denunciato l'impatto ambientale che questa centrale avrà sul territorio in totale opposzione alle dichiarazione di tutte le istituzioni che definiscono la centrale come un modello di tecnologia e di produzione di energia pulita.
Ascolta la corrispondenza di Radiondarossa

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Schiavo in Padania morto di fatica

nomortilavoro | 13 Luglio, 2008 12:24

Da La Stampa

Un soccorso arrivato troppo tardi, un'agonia andata avanti due ore e più sotto un sole che non dà respiro. Era clandestino, Vijay Kumar, era indiano e non doveva morire in quel campo: l'agricoltore sarebbe finito nei guai. Ci è finito lo stesso, decisamente di più. Vijay Kumar, 44 anni, raccoglieva meloni e angurie nella breve e intensissima stagione estiva. Il 27 giugno la giornata era iniziata come tutte le altre a Viadana, nella bassa mantovana, solo il Po a dividerla dalla Brescello di Peppone e Don Camillo: sveglia all’alba e poi nei campi della contrada Salina per guadagnarsi quegli otto euro che gli davano - chissà quanti erano realmente per lui - per spaccarsi la schiena. Finché tra le quattro e mezza e le cinque il sole e la fatica lo piegano: un infarto e Vijay crolla a terra. Ma non muore subito. Lo lasciano in mezzo al campo a rosolare, perché Vijay non doveva essere soccorso lì: lavorava in nero, sarebbe successo un macello.
 (Continua)

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Inail: gli incidenti sul lavoro sono cresciuti del 3,6%

nomortilavoro | 06 Luglio, 2008 12:32

Cresce il numero delle morti sul lavoro.
Nei primi quattro mesi di quest'anno, in base alle rilevazioni Inail, le vittime degli incidenti sul lavoro sono state 369, in aumento rispetto alle 356 del periodo gennaio-aprile 2007. Lo scorso anno, sempre secondo gli ultimi dati Inail, i lavoratori che avevano perso la vita erano stati 1.210, con un calo del 9,7% rispetto all'anno prima. In particolare, il settore dell'industria e dei servizi è quello che nel primo quadrimestre di quest'anno ha pagato il prezzo più alto: 339 morti (erano stati 332 nei primi quattro mesi del 2007). Mentre in agricoltura le vittime da gennaio al 30 aprile di quest'anno sono state 30, contro le 24 dell'analogo periodo dello scorso anno.

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A Seul il XVIII Congresso mondiale su sicurezza e lavoro

nomortilavoro | 01 Luglio, 2008 01:44

Sono più di 2 milioni le persone che ogni anno perdono la vita a causa di incidenti sul lavoro e malattie professionali, per un costo stimato per l'economia globale che ammonterebbe al 4% del Pil mondiale. È quanto emerge da un rapporto dell'Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro), che verrà presentato in occasione del XVIII Congresso mondiale sulla sicurezza e la salute sul lavoro, che ha preso il via il 29 giugno a Seoul, nella Repubblica di Corea, dove è in programma fino al 2 luglio. L'indagine fornisce le stime più recenti sull'impatto globale causato da incidenti sul lavoro e malattie professionali, nonchè le azioni da intraprendere per migliorare la sicurezza e la salute sul lavoro. Al Congresso, che ha luogo ogni tre anni, partecipano circa 4.000 tra dirigenti d'azienda, responsabili politici ed esperti provenienti da oltre 100 paesi. È l'iniziativa più importante a livello internazionale di questo tipo e ha l'obiettivo di esaminare lo stato della sicurezza nel mondo del lavoro e gli sforzi mondiali per migliorarla. È, inoltre, previsto un summit di alto livello che riunisce 50 autorevoli rappresentanti provenienti dal tutto il mondo tra cui ministri, dirigenti di multinazionali, esperti di sicurezza e salute sul lavoro e di sicurezza sociale di fama internazionale oltre che rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori. Il summit dovrebbe poi adottare una Dichiarazione sulla sicurezza e salute sul lavoro destinata a diventare un punto di riferimento internazionale sulle questioni legate alla sicurezza e salute sul lavoro.

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Ispettore del lavoro patteggia mazzetta e torna al lavoro

nomortilavoro | 29 Giugno, 2008 14:06

GROSSETO. Nessuna inibizione dal pubblico impiego. Tradotto: Antonello Tosarelli l’ispettore del lavoro di Rispescia che aveva chiesto e intascato una mazzetta di 500 euro a un imprenditore edile romeno potrà tornare al suo vecchio impiego. Basterà che l’ufficio provinciale dell’ispettorato del lavoro, per il quale il 47enne lavorava da una decina di anni, tolga la sospensione che aveva inflitto al proprio dipendente all’indomani del blitz dei carabinieri. Era il 21 febbraio scorso e militari di Orbetello filmarono il funzionario mentre intascava i soldi che sarebbero serviti a chiudere un occhio su alcuni presunte irregolarità all’interno del cantiere nel quale lavorava l’imprenditore edile romeno.
 (Continua)

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Torino: ancora disperazione

nomortilavoro | 10 Giugno, 2008 16:10

Sfrattatato e senza lavoro, ha minacciato di darsi fuoco davanti al municipio di Torino. Le forze dell'ordine lo hanno convinto a desistere. L'uomo, un sessantacinquenne, si è presentato questa mattina con in mano due bottigliette di liquido infiammabile e un accendino. E' salito su una delle statue all'ingresso del municipio ed ha minacciato di incendiarsi se non avesse potuto parlare con il sindaco. Piu' tardi ha incontrato Chiamparino ed il suo vice Dealessandri.

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Ucciso dai datori di lavoro per una polizza sulla vita

nomortilavoro | 10 Giugno, 2008 16:04

Ci sarebbe il riscatto di circa un milione di euro dietro l'omicidio del cittadino romeno Adrian Joan Kosmin, 28 anni, il cui corpo è stato trovato carbonizzato la mattina del 7 giugno scorso nella sua auto, in una stradina di Cavaion Veronese (Verona), nei pressi del casello autostradale Affi. Per questo omicidio è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri di Caprino Veronese (Verona) e dal Reparto operativo di Verona, una coppia scaligera, lui di 34 anni e lei di 31. Sono accusati di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. I due, secondo quanto si è appreso, sono titolari di una ditta di autotrasporto presso la quale lavorava il romeno. Quest'ultimo avrebbe stipulato un'assicurazione da circa 1 milione di euro il cui beneficiario sarebbe stata l'indagata. La svolta dell'indagine dopo ore di serrato interrogatorio davanti alla pm scaligera Giulia Labia. I due indagati erano stati convocati dai carabinieri perchè risultavano essere state le ultime persone ad aver visto Kosmin in vita. Ad indirizzare i militari dell'Arma verso i due veronesi, vi sarebbero le testimonianze di amici e familiari della vittima. Dagli accertamenti svolti dai carabinieri veronesi pare che i due abbiano narcotizzato il romeno, portandolo poi con la sua Rovero 25 fino a Cavaion Veronese (Verona). Qui la coppia avrebbe cosparso con un liquido infiammabile la vettura, dando poi fuoco, mentre il romeno, privo di sensi, era al posto di guida. L'uomo è stato portato in carcere, mentre la donna, madre di un bambino di pochi mesi, è stata posta agli arresti domiciliari.

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Portuali di Genova

nomortilavoro | 10 Aprile, 2008 15:49

Un aggiornamento realizzato da Radiondarossa sulla situazione dei portuali genovesi. 

Ascolta 15 minuti

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Melfi: ancora morte alla Fiat

nomortilavoro | 28 Marzo, 2008 12:19

È ripresa regolarmente l'attività nello stabilimento di Melfi della Fiat, dove i lavoratori erano in sciopero dalle ore 12 di ieri, in seguito alla morte di Domenico Monopoli, di 43 anni, di Cerignola (Potenza), caduto da un soppalco. Ieri mattina i sindacalisti lucani e una delegazione di lavoratori hanno partecipato in prefettura, a Potenza, a un incontro al quale hanno preso parte anche alcuni dirigenti della Fiat. Nel corso della riunione è stato deciso che il 3 aprile vi sarà un nuovo confronto tra le organizzazioni sindacali e l'azienda per discutere dei temi della sicurezza nello stabilimento lucano. All'esterno della prefettura un presidio di un centinaio di lavoratori. Durante l'incontro è stata parzialmente ricostruita la dinamica dell'incidente, su cui indaga la Procura di Melfi. Monopoli sarebbe caduto da un soppalco, da un'altezza di circa sei metri, su cui sarebbe salito per ripristinare un'anomalia all'impianto. Oggi in tutte le altre aziende del gruppo Fiat è stato indetta un'ora di sciopero.

Ascolta la corrispondenza da Melfi di Radiondarossa 

Ascolta la corrispondenza con Pomigliano di Radiondarossa dove per lunedi è stato indetto uno sciopero 

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Di lavoro si muore perchè di precarietà si vive

nomortilavoro | 12 Marzo, 2008 18:28

Lo abbiamo detto e scritto tante volte perchè questa è al realtà.
Si toglie la vita perchè non gli viene rinnovato il contratto a termine. Il tragico fatto, riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, è avvenuto in un'azienda del gruppo Thyssenkrupp, la Berco di Rocca Canavese e la vittima è Luigi Roca, 39 anni, padre di due figli. L'uomo, prima di impiccarsi in casa, ha lasciato un biglietto alla moglie: «Ho perso il lavoro e con quello la dignità. Scusami». Luigi è vittima indiretta della tragedia dell'acciaieria di torino, l'ultimo anello di una tragica catena? L'azienda smentisce di aver escluso l'operaio dagli organici per far posto ai suoi colleghi torinesi. E nello stabilimento Rocca si lascia capire che Luigi sarebbe stato assunto in pianta stabile non appena se ne fosse presentata la possibilità.
Anche se erano ormai tre anni che l'operaio passava da un contratto precario all'altro senza mai trovare un'occupazione stabile.

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Nel 2006 sono state 99 le lavoratrici decedute

nomortilavoro | 09 Marzo, 2008 00:30

Nel 2006 sono state 99 le morti sul lavoro che hanno riguardato le donne e che, vergognosamente, non hanno neanche conquistato l’onore delle cronache. Questo è quanto emerge dal rapporto diffuso dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) in occasione dell’8 marzo. Nel 2006 sono stati quasi 250.000 gli infortuni che hanno avuto come vittima una lavoratrice, ovvero il 27% del totale, in alcuni settori però la percentuale degli infortuni femminili supera quella maschile. Per esempio, tra il personale addetto ai servizi domestici 9 infortuni su 10 riguardano colf e badanti, per lo più straniere. Sono stati 20.683 gli infortuni sul lavoro che hanno colpito lavoratrici straniere nel 2006. Nella sanità i tre quarti degli incidenti colpisce donne, in genere infermiere. Mentre nella Pubblica amministrazione, nel settore alberghi e ristoranti e nell’istruzione gli infortuni femminili superano la metà del totale.

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Ancora una tragedia per esalazioni

nomortilavoro | 04 Marzo, 2008 12:58

Era gestita da 'Cargo Chemical', controllata di Trenitalia Logistica spa, la cisterna che si stava lavando ieri pomeriggio nel Truck center di Molfetta dopo aver trasportato, secondo le indicazioni dell'automezzo, zolfo in polvere. Cargo Chemical è la società specializzata nella logistica integrata per l'industria chimica e petrolchimica. La cisterna giunta ieri a Molfetta per essere lavata - a quanto si è saputo - era stata nel porto di Bari dal dicembre scorso. Nell'incidente di ieri, il primo operaio a cadere nella cisterna è stato Guglielmo Mangano, 44 anni: lui era impegnato nel lavaggio dell'autocisterna ed è caduto forse perchè scivolato. Le altre persone morte sono cadute una dopo l'altra nel tentativo di aiutare prima Mangano, poi gli altri compagni di lavoro. In tutto 5 di cui due giovanissimi gli operai che ieri hanno perso la vita.

Ascolta la corrispondenza di Radiondarossa.

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Corteo per Valerio Verbano

nomortilavoro | 25 Febbraio, 2008 16:09

Venerdi 22 febbraio in occasione del corteo in ricordo dell'uccisione per mano fascista di Valerio Verbano, il comitato ha voluto ribadire che di lavoro si continua a morire anche a Roma.  In particolare è stato attacchinato sui bandoni dei lavori della metro di Conca d'oro questo striscione. I cantieri della nuova linea B1 della metropolitana di Roma sono stati aperti nel 2006. Da allora sono già accaduti due incidenti sul lavoro.

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Secondo rapporto ANMIL

nomortilavoro | 06 Febbraio, 2008 10:37

L’ANMIL ha presentato il 2° Rapporto sulla Tutela delle vittime del lavoro alla stampa e alle istituzioni competenti presso il Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi (in Via XXIV Maggio, 43 - di fronte al Quirinale) lunedì 4 febbraio, dalle ore 13.30 alle ore 15.30.
Lo studio elaborato dall’ANMIL intende offrire un contributo alle principali questioni che riguardano le vittime del lavoro e i loro familiari affinché, al di là della commozione, del cordoglio e della solidarietà sociale, si trovino concrete soluzioni alla loro quotidianità fatta di solitudine, abbandono e tutele assicurative, sanitarie e giudiziarie, quasi sempre negate. Infatti, se le carenze della prevenzione sono ormai finalmente oggetto di attenzione, troppo poco si sa delle ingiuste condizioni in cui si ritrovano le vittime del lavoro.
Resta all'Italia il non invidiabile primato delle vittime sul lavoro in Europa. Nel nostro paese il numero delle "morti bianche", seppure in calo rispetto agli anni scorsi, è infatti diminuito meno che nel resto d'Europa. Negli ultimi dieci anni, nel periodo compreso tra il 1995 e il 2004, da noi il calo registrato è stato pari al 25,49 per cento mentre nella media europea la flessione è stata pari al 29,41 per cento.

 (Continua)

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Morto il settimo operaio della Thyssen

nomortilavoro | 30 Dicembre, 2007 15:56


È morto alle 13.40 di oggi, domenica 30 dicembre, per arresto cardiocircolatorio, Giuseppe De Masi, 26 anni, il settimo operaio della Thyssen Krupp rimasto coinvolto nel rogo del 6 dicembre scorso. Ricoverato all'ospedale Cto di Torino le condizioni del giovane, gravissime fin dalle prime ore, si erano ulteriormente aggravate negli ultimi giorni. De Masi era stato sottoposto a numerosi interventi chirurgici ma questo pomeriggio il suo cuore non ha più retto.

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