Leggi che uccidono
nomortilavoro | 24 Settembre, 2007 15:58
La legge 30, oppure legge Biagi, o come la vogliono chiamare lor signori, e il pacchetto Treu sono leggi che rendono precario il lavoro, la vita ed eliminano diritti e tutele.
Tale è diventato il numero d’infortuni che si registra in questo paese, cifre che sono paragonabili ai bollettini di guerra, con morti e feriti senza prigionieri o convenzioni di Ginevra.
L’ultima vittima di questa carneficina era diplomata in lingue, aveva solo 21 anni e viveva a Eraclea (Venezia). E’ rimasta uccisa la notte tra lunedì e martedì in un incidente all'interno dell'azienda "3B spa" di Salgareda (Treviso), dove da qualche tempo lavorava con contratto a termine.
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Perchè questo blog
nomortilavoro | 17 Settembre, 2007 18:01

Le chiamano "Morti Bianche" come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna.
Le chiamano morti bianche quasi non ci fossero dei responsabili dietro gli omicidi che si compiono ogni giorno sui posti di lavoro e negli incidenti stradali mentre ci rechiamo al lavoro
Bianche come qualcosa di neutro, chiaro, puro.
Bianche come il ridicolo vitalizio che un figlio, una madre, una moglie, un marito ricevono dall’Inail come rimborso spese della violenza del lavoro.
Bianche, fredde ed inutili come le parole e le dichiarazioni d’intenti che si ripetono con costanza e ripetitività per celebrare i caduti sul lavoro, i martiri li chiamano.
Di una guerra si tratta…..con i suoi feriti, mutilati, reduci, ma senza prigionieri.
Il giorno in cui è morto quel 17 Gennaio del 2006, Antonio Salerno Piccinino stava lavorando e faceva una consegna straordinaria, un favore personale ad uno dei suoi dirigenti, un viaggio fino ad Ostia improvvisato probabilmente per la voglia di dimostrare affidabilità.
Antonio è morto perchè andava troppo veloce a causa dei ritmi inarrestabili e delle pressioni emotive costanti che ci vogliono disponibili, sorridenti e veloci, sempre.
Antonio era un pony exspress, il contratto di lavoro era scaduto a fine dicembre e formalmente, quando è morto sulla Cristoforo Colombo non gli era ancora stato rinnovato.
Antonio era in nero. Il suo lavoro di merda era quello di corriere addetto ai ritiri presso gli ambulatori veterinari, percorreva sulle strade di Roma 130Km al giorno. 14 ritiri al giorno, 3 euro per ogni ritiro in città, 5 euro per ogni ritiro oltre il Grande Raccordo Anulare e 6 euro per ogni ritiro nella zona mare comprendente Ostia, Torvajanica e Fiumicino.
E’ Indispensabile andare veloce perché l’equazione è semplice: aumentare il numero di ritiri per aumentare la propria busta paga
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Notte bianca: un universo nero di precari tutto in una notte
nomortilavoro | 07 Settembre, 2007 17:30

"Aspettando la notte bianca del lavoro nero" è questo il nome dell'iniziativa dal valore simbolico che nel primo pomeriggio di oggi abbiamo realizzato sotto la scalinata del Campidoglio.
Proprio sotto la sede del Comune sono state disegnate delle sagome bianche, senza nome, a rappresentare le centinaia di morti sul lavoro che ci sono ogni anno in questa metropoli. Proprio il giorno prima di un meta-evento come la quinta edizione della notte bianca, il comitato "stop morti sul lavoro" vuole portare all'attenzione pubblica la gravissima condizione di insicurezza sul lavoro e di lavoro nero durante queste enormi manifestazioni che coinvolgono nell'organizzazione e nella realizzazione migliaia di lavoratori precari.
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